Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Caprano (Roma, 28 febbraio 1759 - Roma, 24 febbraio 1834) è stato un cardinale, teologo e uomo di Curia, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prefetto della Congregazione dell'Indice.
Figlio di Matteo Caprano, agiato commerciante romano, studiò presso il Collegio Romano, dove conseguì il dottorato in teologia nel 1780. Ordinato sacerdote il 23 febbraio 1782, insegnò nello stesso istituto lettere, liturgia, teologia morale e, dal 1794, storia ecclesiastica.
Durante la Repubblica romana del 1798 rifiutò di prestare il giuramento imposto ai professori e fu allontanato dall'insegnamento. Divenuto collaboratore e teologo del cardinale Michele Di Pietro, rifiutò successivamente di collaborare con il regime napoleonico e tra il 1812 e il 1814 subì la detenzione e il soggiorno coatto nell'Italia settentrionale.
Dopo la Restaurazione, il 3 luglio 1814 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. Nel 1816 divenne arcivescovo titolare di Iconio e il 23 luglio dello stesso anno consultore della Congregazione dell'Indice.
Fu inoltre segretario della Congregazione per la Correzione dei Libri della Chiesa Orientale e, tra il 1822 e il 1823, segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. In questi incarichi fu uno dei collaboratori più fidati della politica di Ercole Consalvi, distinguendosi per equilibrio e prudenza. Nel 1820 gli fu affidato anche l'esame del Du Pape di Joseph de Maistre, sulle cui tesi espresse significative riserve.
Nel 1823 divenne segretario di Propaganda Fide e della Congregazione dei Vescovi e Regolari. Leone XII lo creò cardinale in pectore il 2 ottobre 1826, rendendone pubblica la nomina il 15 dicembre 1828.
Il 2 aprile 1829 fu nominato prefetto della Congregazione dell'Indice. Il 27 maggio 1829 entrò come membro nella Congregazione del Sant'Uffizio e giurò come cardinale inquisitore il 3 giugno successivo.
Nel conclave del 1830-31 si schierò con il gruppo guidato da Giuseppe Andrea Albani e rimase contrario fino alla fine alla candidatura di Mauro Cappellari, poi Gregorio XVI.
Morì a Roma il 24 febbraio 1834.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 335-336.
- Francesco Raco, Caprano, Pietro, in DBI, vol. 19 (1976).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 264-267.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]