Albani, Giuseppe Andrea

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Andrea Albani (Roma, 13 settembre 1750 - Pesaro, 3 dicembre 1834) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di governo pontificio, segretario di Stato di Pio VIII e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Orazio Albani, principe di Soriano, e di Marianna Cybo Malaspina, apparteneva a una delle più importanti famiglie dell'aristocrazia pontificia. Dopo gli studi a Siena intraprese la carriera curiale e nel 1787 divenne uditore della Camera Apostolica.

Tra il 1793 e il 1801 svolse delicate missioni diplomatiche a Vienna per conto di Pio VI. Pio VII lo creò cardinale il 23 febbraio 1801.

Durante l'età napoleonica mantenne un atteggiamento più conciliante rispetto ai cardinali maggiormente intransigenti. Nel 1810 partecipò alle nozze religiose di Napoleone con Maria Luisa d'Asburgo, entrando così nel gruppo dei cosiddetti «cardinali rossi».

Dopo la Restaurazione fu membro della Congregazione economica e dal 1817 prefetto della Congregazione del Buon Governo. Nel conclave del 1823 divenne uno dei principali esponenti del gruppo dei cardinali «politici», moderati e di orientamento consalviano, contrapposti agli zelanti. Nel 1824 fu nominato legato a Bologna.

Nel conclave del 1829 contribuì in modo determinante all'elezione di Francesco Saverio Castiglioni, divenuto Pio VIII. Il 31 marzo dello stesso anno fu nominato segretario di Stato.

Il 2 aprile 1829 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e l'8 aprile successivo giurò come cardinale inquisitore. Il 12 aprile divenne inoltre segretario dei Brevi apostolici e nel 1830 bibliotecario di Santa Romana Chiesa.

Come segretario di Stato accompagnò il moderato mutamento di indirizzo impresso da Pio VIII rispetto al pontificato di Leone XII, favorendo un governo più pragmatico e meno rigidamente restauratore. Mantenne tuttavia una linea fortemente conservatrice nei confronti delle società segrete e dei movimenti rivoluzionari.

Dopo l'elezione di Gregorio XVI fu nominato legato di Urbino e Pesaro e, nel dicembre 1831, legato straordinario nelle Legazioni, dove sostenne il ricorso all'intervento militare austriaco per ristabilire l'autorità pontificia.

Morì a Pesaro il 3 dicembre 1834.

Bibliografia

  • Albani, Giuseppe Andrea, in DBI, vol. 1 (1960).
  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, in part. pp. 301-302.
  • Lajos Pásztor, I cardinali Albani e Bernetti e l'intervento austriaco nel 1831, in "Rivista di storia della Chiesa in Italia", 8, 1954, pp. 95-128.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 16-19.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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