Banchieri, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Banchieri (Pistoia, 1667 - Pistoia, 16 settembre 1733) è stato un cardinale, assessore e membro della Congregazione del Sant'Uffizio, segretario di Stato di Clemente XII.

Appartenente a una famiglia nobile pistoiese, era figlio di Pietro Banchieri e Caterina Rospigliosi, nipote di papa Clemente IX. I legami familiari ne favorirono l'inserimento nella Curia romana. Nel 1692 divenne protonotaro apostolico e referendario delle due Segnature; fu quindi ponente della Congregazione del Buon Governo, consultore della Congregazione dei Riti e ponente della Consulta. Nominato vicelegato di Avignone il 23 dicembre 1702, mantenne l'incarico fino all'agosto 1706. Nel settembre successivo divenne segretario della Congregazione di Propaganda Fide.

Il 5 agosto 1707 fu nominato consultore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 10 agosto. Nel novembre dello stesso anno passò alla carica di assessore del Sant'Uffizio, nella quale giurò il 2 novembre. In questa veste intervenne nella controversia sui riti cinesi: nell'ottobre 1710 trasmise al generale dei gesuiti Michelangelo Tamburini il decreto inquisitoriale che li proibiva e richiese successivamente una dichiarazione di sottomissione alle disposizioni pontificie. Partecipò inoltre, insieme ai cardinali Tommaso Maria Ferrari e Carlo Agostino Fabroni, alla congregazione speciale incaricata dell'esame delle Riflessioni morali di Pasquier Quesnel.

Nel settembre 1712 divenne segretario della Consulta, succedendo a Curzio Origo; il 19 ottobre prestò nuovamente giuramento come consultore del Sant'Uffizio. Favorì la carriera del nipote Giovanni Francesco Banchieri, futuro cardinale, che nel gennaio 1721 divenne suo aiutante di studio presso l'Inquisizione. Nominato governatore di Roma il 30 settembre 1724, conservò un ruolo nel Sant'Uffizio, dove il 10 ottobre gli fu riconosciuta per disposizione pontificia la precedenza sugli altri consultori.

Benedetto XIII lo creò cardinale in pectore il 9 dicembre 1726, rendendo pubblica la nomina il 30 aprile 1728. Il 10 maggio ricevette la diaconia di S. Nicola in Carcere e il 19 maggio prestò giuramento come cardinale inquisitore.

Nel luglio 1730 Clemente XII lo nominò segretario di Stato, incarico che mantenne fino alla morte. Fu anche prefetto della Consulta. L'8 agosto 1730 entrò nella congregazione speciale de nonnullis, incaricata di esaminare le responsabilità di Niccolò Coscia e di altri esponenti della precedente amministrazione pontificia. Morì a Pistoia il 16 settembre 1733.

Bibliografia

  • Elvira Gencarelli, Banchieri, Antonio, in DBI, vol. 5 (1963).
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813 Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 90-93.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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