Origo, Curzio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Curzio Origo (Roma, 9 marzo 1661 – Roma, 18 marzo 1737) è stato un cardinale, prefetto della Congregazione del Concilio e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.

Biografia

Nacque da Gaspare Origo e Maria Laura Palombara, in una famiglia della nobiltà civica romana originaria dell’Umbria. Laureatosi in diritto alla Sapienza, intraprese la carriera nell’amministrazione pontificia, ricoprendo incarichi nella Congregazione del Buon Governo e nella Segnatura. Nel 1696 divenne luogotenente civile dell’uditore della Camera apostolica.

La sua ascesa fu favorita dal rapporto di fiducia con Clemente XI e con la famiglia Albani. Nel 1700 divenne segretario dei memoriali; fu inoltre canonico di San Pietro e, dal 17 maggio 1706, segretario della Consulta. Nel 1703 accompagnò Annibale Albani a Urbino, redigendo una relazione del viaggio che costituisce una testimonianza sulla città e sul suo territorio.

Il 18 maggio 1712 Clemente XI lo creò cardinale in pectore; la nomina fu pubblicata il 26 settembre successivo. Il 21 novembre ricevette la diaconia di Santa Maria in Domnica, alla quale subentrò nel 1716 quella di Sant’Eustachio, elevata a titolo presbiterale nel 1726.

Nominato legato a Bologna nel 1717, rimase in carica sino al 1721. Durante la legazione affrontò le difficoltà finanziarie cittadine e i contrasti fra il Senato bolognese e il governo pontificio, cercando di conciliare le riforme amministrative con la tutela delle prerogative locali.

Nel 1721 assunse la prefettura della Congregazione del Concilio, che mantenne sino alla morte. Durante il suo mandato, soprattutto per iniziativa del segretario Prospero Lambertini, futuro Benedetto XIV, fu avviata una raccolta sistematica delle decisioni della Congregazione.

Il 28 luglio 1725 fu nominato cardinale inquisitore, prestando giuramento come membro della Congregazione del Sant’Uffizio il giorno seguente. La nomina consolidò la sua presenza negli organismi centrali del governo ecclesiastico, dopo una carriera sviluppatasi prevalentemente negli uffici giudiziari e amministrativi della Curia.

Morì a Roma il 18 marzo 1737 e fu sepolto nella chiesa di Sant’Eustachio.

Bibliografia

  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010.
  • Stefano Tabacchi, Origo, Curzio, in DBI, vol. 79 (2013).
  • Christoph Weber, Legati e governatori dello Stato pontificio (1550-1809), Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma 1994, pp. 158, 808.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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