Cretoni, Serafino

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Serafino Cretoni (Soriano, 4 settembre 1833 - Roma, 3 febbraio 1909) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di Curia; prima dell'ascesa al cardinalato fu assessore e consultore della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Giacomo Cretoni e Firmina Trabattoni, apparteneva a una famiglia dalla quale provennero diversi ecclesiastici. Due suoi fratelli maggiori, Vincenzo e Nicola Cretoni, entrarono nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino; Nicola fu a sua volta consultore del Sant'Uffizio e della Congregazione dell'Indice.

Compì gli studi a Roma nel Seminario Pio, nel Seminario Romano e all'Università La Sapienza, conseguendo i dottorati in filosofia, teologia e utroque iure. Fu ordinato sacerdote nel 1857 e insegnò lettere nel Seminario Romano.

Nello stesso anno entrò al servizio della Congregazione di Propaganda Fide come sottoarchivista della sezione per gli affari delle Chiese orientali. Fu inoltre beneficiato della basilica di Santa Maria Maggiore.

Il 17 settembre 1867 fu nominato consultore e segretario della commissione per le Chiese orientali istituita in preparazione del Concilio Vaticano I. Insegnò nello stesso periodo logica e metafisica nel Collegio di Propaganda Fide.

Nel 1868 divenne archivista e minutante della sezione orientale di Propaganda Fide, incarico mantenuto fino al 1878.

Nel marzo 1869 il fratello Nicola, allora consultore del Sant'Uffizio, propose che Serafino prestasse il giuramento della Congregazione, ma la richiesta fu respinta il 22 marzo. Il 9 giugno 1874 Cretoni prestò comunque un giuramento presso il Sant'Uffizio, senza che Schwedt possa precisare a quale specifico incarico fosse collegato.

Nel 1877 Pio IX lo inviò a Venezia come delegato al capitolo generale dei Mechitaristi armeni. Nello stesso anno divenne canonico della basilica di San Pietro e rettore dei collegi armeno e greco di Roma.

L'11 maggio 1878 fu nominato sostituto della Segreteria di Stato. Il 9 giugno dello stesso anno fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 19 giugno giurò come consultore.

Durante la segreteria di Stato di Lorenzo Nina svolse un ruolo significativo nell'amministrazione della politica estera pontificia. Nel novembre 1880 lasciò la Segreteria di Stato, nel quadro del riassetto seguito alla crisi diplomatica con il Belgio. Il 16 novembre fu nominato segretario della sezione di Propaganda Fide per gli affari di rito orientale; il 3 dicembre fu espressamente confermato nell'incarico di consultore del Sant'Uffizio.

Il 20 marzo 1889 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 27 marzo giurò come tale.

Il 21 novembre 1890 fu inoltre nominato consultore della sezione orientale di Propaganda Fide.

Il 16 gennaio 1893 Leone XIII lo nominò arcivescovo titolare di Damasco. Ricevette la consacrazione episcopale il 5 febbraio dal cardinale Raffaele Monaco La Valletta, segretario del Sant'Uffizio. Il 3 maggio fu nominato nunzio apostolico in Spagna, lasciando così l'assessorato.

Rimase a Madrid fino al 1896. Leone XIII lo creò cardinale nel concistoro del 22 giugno 1896 e il 3 dicembre gli assegnò il titolo di Santa Maria sopra Minerva.

Fu successivamente membro di numerose congregazioni romane, tra cui Propaganda Fide, Vescovi e Regolari, Concilio, Cerimoniale e la sezione orientale di Propaganda. Nel 1900 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e Sacre Reliquie e tra il 1900 e il 1901 fu camerlengo del Collegio cardinalizio.

Il 7 gennaio 1903 fu nominato prefetto della Congregazione dei Riti. Partecipò nello stesso anno al conclave che elesse Pio X. Dal 1904, a causa di una prolungata malattia, fu temporaneamente coadiuvato nell'esercizio delle sue funzioni dal cardinale Luigi Tripepi.

Morì a Roma il 3 febbraio 1909. Dopo le esequie nella chiesa di San Carlo ai Catinari fu sepolto nella cappella di Propaganda Fide al cimitero del Verano.

La lunga carriera di Cretoni si svolse all'incrocio fra governo dottrinale, questioni orientali e diplomazia pontificia: dal servizio presso Propaganda Fide e nelle commissioni preparatorie del Vaticano I passò al Sant'Uffizio, del quale fu prima consultore e quindi assessore, prima di essere destinato alla nunziatura di Madrid.

Bibliografia

  • Roger Aubert, La composition des Commissions préparatoires du Premier Concile du Vatican, in Erwin Iserloh, Konrad Repgen (a cura di), Reformata Reformanda. Festgabe für Hubert Jedin, vol. II, Aschendorff, Münster 1965, pp. 447-482, in part. p. 474.
  • Giuseppe De Marchi, Le Nunziature apostoliche dal 1800 al 1956, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1957, pp. 33, 239.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 365-366.
  • Christoph Weber, Quellen und Studien zur Kurie und zur vatikanischen Politik unter Leo XIII. Mit Berücksichtigung der Beziehungen des Hl. Stuhles zu den Dreibundmächten, Niemeyer, Tübingen 1973, pp. 203-204.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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