Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ludovico Maria Sinistrari (Ameno, 26 febbraio 1632 – Milano, 6 marzo 1701) fu un francescano osservante, teologo e giurista, autore di trattati dedicati alla disciplina degli ordini religiosi, al diritto penale ecclesiastico e ai delitti perseguiti dai tribunali della fede. La sua produzione presenta particolare interesse per la storia della repressione dei comportamenti sessuali, della stregoneria e dei rapporti fra giustizia ecclesiastica e giustizia secolare.
Cenni biografici
Entrato nell'Ordine dei frati minori dell'Osservanza nel 1647, dopo gli studi a Pavia insegnò filosofia e teologia, coltivando anche interessi per la medicina, l'astrologia e il diritto. Ebbe incarichi all'interno dell'Ordine e fu in rapporto con il teologo e canonista Juan de Caramuel y Lobkowicz, le cui posizioni in materia di casistica morale esercitarono un'influenza sulla sua riflessione. Fu vicario in spiritualibus dell'arcivescovo di Avignone Alessandro Montecatini e svolse successivamente attività di insegnamento a Milano.
Le biografie antiche gli attribuiscono anche il ruolo di consultore dell'Congregazione del Sant'Uffizio. La notizia, tuttavia, non trova riscontro nelle fonti. Resta in particolare incerta la natura del suo eventuale intervento nella vicenda di Paolo Girolamo Rivarola, ecclesiastico perseguito per abusi sessuali e proposizioni ereticali, del quale nel 1676 fu ordinata la condanna in effigie.
Trattatistica giuridica e censura
La Practica criminalis illustrata, pubblicata inizialmente a Roma nel 1693 e riproposta postuma a Milano nel 1702-1703, nacque dall'esigenza di sistematizzare le procedure giudiziarie interne all'Ordine francescano. Al commento delle norme si affiancava un formulario relativo alle diverse fasi del processo, dall'istruttoria all'interrogatorio, dalla difesa alla pronuncia della sentenza. L'opera documenta la circolazione, anche nell'ambito della giustizia regolare, di tecniche processuali proprie della tradizione inquisitoriale.
Un interesse più ampio caratterizza il De delictis et poenis, pubblicato a Venezia nel 1700. Vi trovavano spazio l'eresia, la bestemmia, la sollecitazione in confessionale (Sollicitatio ad turpia), i delitti contro la castità, la stregoneria e l'aborto. Nel discutere le pratiche sessuali considerate illecite, Sinistrari prospettava un'applicazione più severa delle pene e sosteneva l'opportunità di estendere la competenza inquisitoriale a determinati comportamenti qualificati come delitti contro natura. Non mancavano, peraltro, posizioni divergenti dagli orientamenti prevalenti del Sant'Uffizio, soprattutto in materia di sortilegi e di competenza dei tribunali secolari.
Il trattato fu sottoposto all'esame della Congregazione dell'Indice, che il 21 aprile 1704 ne decretò la proibizione donec corrigatur, approvata dal pontefice due giorni dopo. Le riserve dei censori riguardavano soprattutto alcune opinioni morali e giuridiche giudicate eccessivamente permissive, nonché affermazioni considerate lesive dell'autorità pontificia ed ecclesiastica. Una versione corretta del testo sarebbe stata inclusa nell'edizione romana delle opere di Sinistrari del 1753-1754.
Demonologia e fortuna delle opere
Nelle pagine dedicate alla demonialità Sinistrari affrontò il problema dei presunti rapporti carnali fra esseri umani e demoni, ricorrendo tanto alla letteratura teologica quanto a osservazioni mediche e naturalistiche. Attribuiva agli incubi e ai succubi una forma di corporeità e ammetteva la possibilità di una discendenza generata da tali unioni, prendendo le distanze da interpretazioni teologiche tradizionali. Le sue riflessioni si collegavano alla letteratura sul sabba e alle discussioni intorno alle pratiche di esorcismo, con riferimenti, fra gli altri, a Jean Bodin e Candido Brugnoli.
Una parte di queste elaborazioni rimase manoscritta. Nel 1872 il libraio ed editore francese Isidore Liseux entrò in possesso di un testo sulla demonialità e ne promosse la pubblicazione, a partire dal 1875. La successiva circolazione di edizioni e traduzioni, soprattutto delle sezioni dedicate ai demoni e alla sodomia, contribuì a costruire la fortuna postuma di Sinistrari, spesso isolando i suoi scritti più singolari dal loro originario contesto giuridico e teologico.
Opere principali
- Practica criminalis illustrata, Roma 1693; nuova edizione, Milano 1702-1703.
- De delictis et poenis tractatus absolutissimus, Venezia 1700.
- De incorrigibilium expulsione ab Ordinibus regularibus tractatus, completato da Fabrizio d'Ameno, Milano 1704.
- Opera omnia, 3 voll., Roma 1753-1754.
- Demonialità, ossia possibilità, modo e varietà dell'unione carnale dell'uomo col demonio, a cura di Cesare Carena, Sellerio, Palermo 1986.
Bibliografia
- Lazzaro Agostino Cotta, Museo novarese, per gli eredi Ghisolfi, Milano 1701.
- Edoardo Fontana, Daemonialitas, in «ALAI. Rivista di cultura del libro», 11, 2025, pp. 89-95.
- Vincenzo Lavenia, Indicibili «mores». Crimini contro natura e tribunali della fede in età moderna, in «Cristianesimo nella Storia», 30, 2009, pp. 513-541.
- Vincenzo Lavenia, Sinistrari, Ludovico Maria, in DSI, vol. III, pp. 1434-1437.
- Armando Maggi, In the Company of Demons. Unnatural Beings, Love, and Identity in the Italian Renaissance, University of Chicago Press, Chicago-London 2006.
- Walter Stephens, Demon Lovers. Witchcraft, Sex, and the Crisis of Belief, University of Chicago Press, Chicago-London 2002.
- Walter Stephens, Sinistrari, Ludovico Maria, in Encyclopedia of Witchcraft: The Western Tradition, a cura di Richard M. Golden, vol. IV, ABC-CLIO, Santa Barbara 2006, pp. 1043-1044.
Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]