Merry del Val, Rafael

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Rafael Merry del Val (Londra, 10 ottobre 1865 – Città del Vaticano, 26 febbraio 1930) è stato un cardinale, segretario di Stato di Pio X e segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, precedentemente consultore della Congregazione dell'Indice.

Figlio del diplomatico spagnolo Rafael Merry del Val e di Josephina de Zulueta, ricevette una formazione internazionale tra Inghilterra e Belgio. Studiò al collegio di Ushaw e, dal 1885, all'Accademia dei Nobili Ecclesiastici di Roma, frequentando anche l'Università Gregoriana, dove conseguì i dottorati in filosofia e teologia. Fu ordinato sacerdote il 30 dicembre 1888.

Avviato al servizio pontificio sotto Leone XIII, svolse missioni diplomatiche e incarichi di studio. Nel 1896 fu segretario della commissione incaricata di esaminare la validità delle ordinazioni anglicane, presieduta dal cardinale Camillo Mazzella. Sostenne la loro invalidità, dichiarata da Leone XIII con la lettera apostolica Apostolicae curae. Nel 1897 fu inviato come delegato apostolico in Canada per esaminare le controversie sull'insegnamento religioso.

Il 6 giugno 1898 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice. Il 23 ottobre 1899 divenne presidente dell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici e il 19 aprile 1900 arcivescovo titolare di Nicea. Nell'attività censoria si occupò anche degli scritti di Alfred Loisy: Schwedt registra un suo parere del 6 luglio 1903 su La religion d'Israël e su un articolo pubblicato dallo stesso autore con lo pseudonimo di A. Firmin.

Segretario del conclave del 1903, fu scelto dal nuovo papa Pio X come prosegretario di Stato il 4 agosto. Il pontefice lo creò cardinale il 9 novembre e il 12 novembre lo nominò segretario di Stato. Nella stessa data entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 25 novembre.

Fu uno dei principali collaboratori di Pio X nella lotta contro il modernismo. Intervenne nei procedimenti contro Loisy e George Tyrrell e sostenne l'applicazione dell'enciclica Pascendi. Si avvalse dell'attività informativa del Sodalitium Pianum di Umberto Benigni, dal quale successivamente prese le distanze sul piano operativo, mantenendo una posizione dottrinale intransigente. Nella politica internazionale sostenne la linea pontificia durante il conflitto con la Repubblica francese e la crisi provocata dalla separazione tra Stato e Chiese del 1905.

Con l'elezione di Benedetto XV cessò dall'incarico di segretario di Stato. Il 14 ottobre 1914 fu nominato cardinale segretario del Sant'Uffizio, succedendo a Domenico Ferrata. Conservò tale ufficio fino alla morte e continuò a esercitare un ruolo centrale nella vigilanza dottrinale.

Negli anni Venti avversò le conversazioni di Malines tra cattolici e anglicani e dissentì dalla condanna dell'Action française voluta da Pio XI. Nel 1928 si oppose alla richiesta degli Amici d'Israele di modificare le espressioni antiebraiche della liturgia del venerdì santo; il Sant'Uffizio decretò la soppressione dell'associazione, accompagnandola con una condanna dell'antisemitismo. Nel 1929 firmò la prefazione alla nuova edizione dell'Index librorum prohibitorum, ribadendo il valore della censura ecclesiastica.

Morì nella Città del Vaticano il 26 febbraio 1930.

Bibliografia

  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 995-998.
  • Giovanni Vian, Merry del Val, Rafael, in DSI, vol. II, pp. 1026-1027.
  • Annibale Zambarbieri, Merry del Val, Rafael, in DBI, vol. 73, 2009.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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