Mazzella, Camillo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Camillo Mazzella (Vitulano, 10 febbraio 1833 – Roma, 26 marzo 1900) è stato un gesuita, teologo e cardinale inquisitore, prefetto della Congregazione dell'Indice e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Appartenente a una famiglia del Beneventano, era fratello gemello di Ernesto Mazzella, arcivescovo di Bari. Studiò nel seminario di Benevento e fu ordinato sacerdote nel 1855. Il 4 settembre 1857 entrò nella Compagnia di Gesù. Lasciata l'Italia nel 1860, nel contesto delle misure contro i gesuiti che accompagnarono l'unificazione nazionale, proseguì la propria attività in Francia, insegnando teologia dogmatica e morale a Lione. Nel 1867 si trasferì negli Stati Uniti, dove insegnò a Georgetown e al Woodstock College, nel Maryland. Richiamato a Roma nel 1878, divenne professore di teologia e prefetto degli studi dell'Università Gregoriana.

La sua attività si collocò nel movimento di rilancio della teologia scolastica promosso da Leone XIII. Dall'insegnamento derivarono trattati ampiamente utilizzati nella formazione ecclesiastica, fra i quali De Deo creante, De religione et Ecclesia, De gratia Christi e De virtutibus infusis, più volte ristampati.

Nominato consultore della Congregazione degli Studi il 20 dicembre 1884, divenne consultore del Sant'Uffizio il 31 luglio 1885, prestando giuramento il 5 agosto successivo. Leone XIII lo creò cardinale il 7 giugno 1886. Entrò nella Congregazione dell'Indice il 10 giugno dello stesso anno e fu nominato membro del Sant'Uffizio il 31 gennaio 1887, prestando giuramento il 3 febbraio. Rimase cardinale inquisitore fino alla morte.

Ebbe un ruolo rilevante nella ripresa dell'esame delle dottrine di Antonio Rosmini. Schwedt e Lagatz registrano un suo voto del 15 maggio 1886 sulle quaranta proposizioni rosminiane, nell'ambito del procedimento culminato nel decreto Post obitum del 14 dicembre 1887. Alla controversia appartiene anche la Rosminianarum propositionum… trutina theologica, pubblicata anonima nel 1887. La sua opposizione al rosminianesimo costituì uno degli aspetti più significativi dell'impegno per la difesa dell'ortodossia secondo i criteri della teologia neoscolastica.

Fu prefetto della Congregazione dell'Indice dal 20 febbraio 1889 al 22 giugno 1893, quando passò alla prefettura della Congregazione degli Studi. Intervenne inoltre nella questione biblica, contribuendo all'indirizzo dottrinale dell'enciclica Providentissimus Deus del 1893 e sostenendo l'inerranza della Scrittura anche contro le proposte di limitarla ai contenuti strettamente religiosi. Questo orientamento lo colloca fra gli esponenti dell'intransigentismo dottrinale del pontificato leoniano. Partecipò anche ai lavori preparatori della Rerum novarum del 1891.

Nel 1896 presiedette la commissione speciale del Sant'Uffizio incaricata di esaminare la validità delle ordinazioni anglicane. Il 19 aprile 1897 divenne cardinale vescovo di Palestrina e il 15 giugno dello stesso anno fu nominato prefetto della Congregazione dei Riti. Morì a Roma il 26 marzo 1900.

Bibliografia

  • Francesco Beretta, Question biblique, in DSI, vol. III, pp. 1287-1288.
  • Mario De Camillis, Mazzella, Camillo, in Enciclopedia cattolica, vol. VIII, Ente per l'Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, Città del Vaticano 1952, coll. 526-527.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 978-981.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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