Ferrata, Domenico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Domenico Ferrata (Gradoli, 4 marzo 1847 – Roma, 10 ottobre 1914) è stato un cardinale, segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, della quale era stato precedentemente consultore, e segretario di Stato di Benedetto XV.

Figlio di Giovanni Battista e di Maria Antonuzzi, piccoli proprietari terrieri, studiò nel seminario di Montefiascone e successivamente a Roma, dove completò la formazione teologica e giuridica alla Sapienza e all'Apollinare. Fu ordinato sacerdote il 7 ottobre 1869. Negli anni seguenti svolse attività d'insegnamento e collaborò con il cardinale Tommaso Maria Martinelli.

Nel 1877 entrò nella Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari come minutante. Dal 1879 fu uditore della nunziatura di Parigi, sotto la direzione di Włodzimierz Czacki; nel 1883 divenne sottosegretario degli Affari ecclesiastici straordinari. Partecipò alle trattative per la composizione dei conflitti ecclesiastici in Svizzera, dove tornò in missione nel 1888. Il 18 dicembre 1884 fu nominato presidente dell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici.

Il 2 aprile 1885 divenne arcivescovo titolare di Tessalonica e il 14 aprile nunzio in Belgio, contribuendo al ristabilimento delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Il 16 aprile 1889 assunse la segreteria degli Affari ecclesiastici straordinari. Il 15 gennaio 1890 fu nominato consultore del Sant'Uffizio.

Nel 1891 fu inviato come nunzio a Parigi. Partecipò all'elaborazione e all'attuazione del ralliement promosso da Leone XIII, favorendo l'accettazione della Repubblica da parte dei cattolici francesi. Cercò soluzioni negoziali alle controversie tra Stato e Chiesa e contrastò le resistenze dei settori monarchici e cattolici oltranzisti. La sua azione si caratterizzò per la ricerca di compromessi e per il tentativo di moderare le contrapposizioni politiche.

Leone XIII lo creò cardinale il 22 giugno 1896. Fu nominato prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Reliquie nel novembre 1899, dei Riti nell'ottobre 1900 e dei Vescovi e Regolari il 27 novembre 1902. Il 18 dicembre 1902 entrò come membro nella Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 14 gennaio 1903.

Partecipò alla preparazione del nuovo codice di diritto canonico e, nella riforma curiale del 1908, ricevette la prefettura della nuova Congregazione della Disciplina dei Sacramenti. Il suo contributo al rinnovamento istituzionale si accompagnò a un orientamento moderato: nel conclave del 1914 fu considerato tra i possibili candidati capaci di contenere gli eccessi dell'integralismo.

Il 2 gennaio 1914 succedette a Mariano Rampolla del Tindaro come cardinale segretario del Sant'Uffizio. Il 4 settembre dello stesso anno Benedetto XV lo nominò segretario di Stato. Poté esercitare il nuovo incarico soltanto per poche settimane: morì a Roma il 10 ottobre 1914 e fu sepolto a Gradoli.

Una raccolta dei suoi Discorsi era apparsa nel 1910. Le sue Mémoires, pubblicate postume in tre volumi nel 1920 per cura del fratello Nazzareno, costituiscono una fonte importante per la storia della diplomazia pontificia durante il pontificato di Leone XIII.

Bibliografia

  • Guido Fagioli Vercellone, Ferrata, Domenico, in DBI, vol. 46, 1996, pp. 755-760.
  • Pietro Pirri, La politica di Leone XIII nelle «Memorie» del card. Ferrata, in «La Civiltà Cattolica», 77, 1926, vol. III, pp. 227-239 e 488-502.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 574-578.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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