Dupotet de Sennevoy, Jules Denis

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS


Jules Denis Dupotet de Sennevoy (1796 – 1881) fu uno dei più celebri e influenti magnetisti francesi dell'Ottocento. Figura di confine tra la tradizione mesmériana e l'occultismo di fine secolo, Dupotet contribuì a trasformare il magnetismo animale da pratica terapeutica in filosofia esoterica e proto-religiosa, proclamando la scoperta di una «magia» naturale che sostituiva il soprannaturale cristiano con una «forza vitale» di portata universale. Il gesuita Giovanni Perrone lo identificò come l'antesignanus — il «vessillifero» e «precursore» — della corrente più pericolosa del magnetismo, citandone ampiamente le «confessioni» come prova involontaria dell'origine demoniaca dei fenomeni magnetici.

Dalla medicina al magnetismo esoterico

Dupotet si impose sulla scena del magnetismo francese nella prima metà dell'Ottocento come praticante e teorico. La sua evoluzione intellettuale lo portò progressivamente a distaccarsi dalla tradizione medica del mesmerismo per abbracciare una visione esoterica e sacralizzante del magnetismo. Nell'Essai sur l'enseignement philosophique du magnétisme (1845), celebrava il magnetismo come una «nuova verità» destinata a far nascere un nuovo «sacerdozio, che Dio favorirà con speciali ispirazioni»: «Innalzerò con le mie mani l'altare le cui rovine giacciono nella polvere». Questa proclamazione non era soltanto metaforica: Dupotet immaginava infatti una religione dell'esperienza estatica capace di sostituire un cristianesimo in declino.

La magie dévoilée (1852) e la sacralizzazione del magnetismo

L'opera che più influenzò la risposta cattolica fu La magie dévoilée, ou Principes de science occulte (1852), in cui Dupotet compì la svolta decisiva: l'agente magnetico non era più il «fluido» di Mesmer, ma una force vitale che emanava direttamente dall'operatore, plasmata dall'immaginazione e proiettata su oggetti e individui. Presentando questa forza vitale come chiave dell'intera conoscenza esoterica, Dupotet la offriva come una tecnologia spirituale capace di spiegare — e quindi di naturalizzare — i miracoli cristiani. «L'agente di tutte le meraviglie, di tutti i miracoli, della vita, della morte — il principio di tutte le cose, in breve — è ora a disposizione dell'uomo», proclamava, aggiungendo in modo provocatorio che «anche la Bibbia […] contiene magnetismo». Ne derivava che la categoria del «soprannaturale» non fosse che uno strumento di inganno, utilizzato per presentare certi individui come mediatori privilegiati tra il regno delle cause superiori e il mondo umano: una critica che investiva non solo singoli casi di frode religiosa, ma i fondamenti stessi della religione, i suoi profeti e i suoi fondatori.

La lettura di Perrone: le confessioni involontarie di un «vessillifero» demoniaco

In Italia l’influenza di Dupotet fu colta con lucidità dal francescano Giovan Battista Caroli, che nel suo vasto trattato Del magnetismo animale (1858) descrisse il francese come uno dei principali esponenti della corrente «magica» del magnetismo. Forte anche di un’esperienza diretta maturata in Francia presso magnetizzatori come Cahagnet, Millet e Legallois, Caroli vide in Dupotet la prova che il magnetismo stava ormai oltrepassando l’ambito terapeutico per trasformarsi in contro-religione, fondata su una nuova forma di sacerdozio, su rivelazioni sonnamboliche e sulla naturalizzazione del soprannaturale cristiano.

Alcuni anni più tardi il teologo gesuita Giovanni Perrone, nel volume delle sue Praelectiones theologicae (1866) dedicato al magnetismo animale e allo spiritismo, dedicò a Dupotet un'analisi sistematica, chiamandolo antesignanus («vessillifero» o «precursore») e «il più eminente» tra i magnetisti francesi. Tale eminente posizione veniva però letta attraverso le sue stesse parole, interpretate come confessioni involontarie del carattere diabolico del magnetismo. Perrone citava alcuni brani che lo riempivano di «stupore»:

«Scrive apertamente di certi fenomeni: "Ecco qualcosa che supera la nostra ragione; il soprannaturale si manifesta, anche se desidero negarne l'esistenza". E ancora: "Non può esserci dubbio, nessuna incertezza — la magia è stata scoperta". Tremante di nuovo, si chiede: "È saggio evocare lo spirito di Pitone e insegnare agli altri uomini dove si trova? Un segreto istinto mi fa capire che sarebbe imprudente"» (Perrone 1866, pp. 244-245).

Per Perrone, questa oscillazione tra fascino e terrore costituiva la prova più eloquente della natura demoniaca dei fenomeni. Il magnetista più celebre d'Europa aveva così, suo malgrado, documentato la propria frequentazione con il demonio.

Significato storico

Dupotet occupa nella storia del magnetismo ottocentesco una posizione di cerniera tra Mesmer e l'occultismo: fu tra i primi a promuovere in modo sistematico l'idea che il magnetismo non fosse una scienza medica, ma una forma di «magia» intesa come accesso a forze cosmiche primordiali. Questa sacralizzazione del magnetismo aprì la strada alle speculazioni di Louis-Alphonse Cahagnet, allo spiritismo di Allan Kardec e a molti sviluppi tipici dell'occultismo successivo. Dal lato cattolico, la lettura di Giovanni Perrone — che trasformava le «confessioni» di Dupotet in prove dell'intervento demoniaco — contribuì a fissare il paradigma ermeneutico demonologico entro cui il magnetismo, e poi lo spiritismo, sarebbero stati valutati per tutto il resto del secolo.

Fonti e bibliografia

Fonti primarie

  • Giovanni Maria Caroli, Del magnetismo animale, ossia Mesmerismo, in ordine alla ragione e alla rivelazione (1858), Biblioteca Cattolica, Napoli 1859.
  • Jules Denis Dupotet de Sennevoy, Le magnétisme opposé à la médecine: Mémoire pour servir à l'histoire du magnétisme, A. René, Parigi 1840.
  • Jules Denis Dupotet de Sennevoy, Essai sur l'enseignement philosophique du magnétisme, A. Bénét et Cie, Parigi 1845.
  • Jules Denis Dupotet de Sennevoy, La magie dévoilée, ou Principes de science occulte, Pommeret et Moreau, Parigi 1852.
  • Giovanni Perrone, Praelectiones theologicae de virtute religionis deque vitiis oppositis, nominatim vero de mesmerismi, somnambulismi ac spiritismi recentiori superstitione, Ratisbona, Pustet 1866.
  • Giovanni Perrone, «Votum Reverendissimi Patris Ioannis Perrone, Commissionis Theologico-dogmaticae Consultoris, De magnetismo animali, somnambulismo et spiritismo», in Acta theologorum qui ad res theologico-dogmaticas in Concilio Vaticano pertractandas sua studia contulerunt, vol. 3, Roma, Ex Typographia Vaticana 1875 (Archivio Apostolico Vaticano, Concilio Vaticano I, vol. 155, n. 12).

Fonti accademiche

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

thumbnail?id=1_usu8DkYtjVJReospyXXSN9GsF3XV_bi&sz=w1000
The content of this website is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) License