Caroli, Gian Francesco Nazareno

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gian Francesco Nazareno Caroli (1821 — 1899), noto con il nome religioso di Giovanni Maria, fu un religioso francescano conventuale italiano. Dopo gli studi al seminario di Ferrara, entrò nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, di cui ricoprì successivamente le cariche di Ministro Provinciale e Commissario. Insegnò alla Pontificia Università di Ferrara, dove Pio IX lo nominò membro del Collegio Filosofico-Matematico su intercessione del cardinale Ignazio Cadolini. Coinvolto da quest'ultimo nella campagna contro Gioberti — pubblicando nel 1848, sotto lo pseudonimo T. Zarelli, due volumi anonimi che denunciavano le idee del filosofo come sovversive e irreligiose — acquisì presto influenza tra i vescovi di Romagna. Lo storico della scolastica ferrarese Cenacchi lo descrisse come «astuto e ambizioso, dotto e polemico».

Il Del magnetismo animale (1858)

Il nome di Caroli all'interno del dibattito sulle nuove eterodossie occulte è legato principalmente al volume Del magnetismo animale, ossia Mesmerismo, in ordine alla ragione e alla rivelazione (1858), opera che si distingue nel panorama della letteratura cattolica anti-magnetista italiana per ampiezza, erudizione ed efficacia retorica. A differenza della maggior parte dei suoi predecessori, Caroli aveva una conoscenza diretta del fenomeno: aveva osservato il magnetizzatore Francesco Guidi al lavoro e, durante un viaggio in Francia, aveva assistito a sedute condotte da figure di primo piano come Cahagnet, Millet e Legallois. Queste esperienze lo convinsero della realtà delle facoltà somnambuliche, pur attribuendole all'intervento diabolico.

Il trattato, di 641 pagine, si articola in tre sezioni: un catalogo dei fenomeni magnetici, un'analisi delle loro cause, e una valutazione del loro rapporto con la dottrina cristiana. Caroli passava in rassegna e confutava sistematicamente cinque categorie esplicative — materialista-fluidica, psicologico-soggettiva, psicologico-oggettiva, angelica e demoniaca — concludendo che solo l'ultima era sostenibile. Particolarmente serrata la critica alle teorie delle «facoltà latenti»: se Adamo avesse posseduto tali facoltà, argomenta Caroli, avrebbe visto attraverso l'inganno di Satana e impedito le conseguenze della Caduta. In ogni caso, la conoscenza immediata offerta dal magnetismo contraddiceva la condizione postlapsariana della cognizione umana, necessariamente mediata dai sensi.

La terza sezione costituisce il contributo più originale. Qui Caroli documentava con precisione la proliferazione di dottrine eterodosse nei trattati magnetici francesi, cogliendo con anticipo la deriva occultista che avrebbe caratterizzato la cultura esoterica europea nei decenni successivi. Tra gli autori esaminati figuravano Aubin Gauthier, che parlava di una «nuova era» e di un «nuovo sacerdozio» magnetico; il barone Dupotet, che descriveva il magnetismo come «chiave degli antichi misteri»; Henri Delaage, autore di un «cristianesimo esoterico» fondato sull'iniziazione e sulla costituzione occulta dell'uomo. Particolare attenzione era riservata a Éliphas Lévi, identificato come colui che aveva osato «identificare il Cristianesimo con la Magia». Altrettanto severo il giudizio su Cahagnet, i cui Arcanes de la vie future dévoilés erano già stati condannati dalla Congregazione dell'Indice nel 1851 e che Caroli criticava sia per le dottrine — la negazione dell'inferno, la validità di tutte le religioni, l'eternità dell'anima — sia, con malcelato disprezzo, per i «guazzabugli tipografici», le «sgrammaticature» e l'«ispida ignoranza».

Nella sezione conclusiva, dedicata al «sopramagnetismo», Caroli estendeva l'analisi allo spiritismo, tracciando una «connessione genealogica» tra mesmerismo e comunicazione con gli spiriti. La sua conclusione era radicale: il mesmerismo era «magia rudimentale o adolescente», lo spiritismo «magia matura e robusta», entrambi fondati sul commercio con spiriti malevoli.

Posizione nel dibattito e significato storico

Nel panorama della letteratura cattolica anti-magnetista italiana, Caroli rappresenta il punto di arrivo della corrente demonologista. Rispetto a predecessori come Agostino Peruzzi e Antonio Monticelli, la sua opera si distingue per la capacità di leggere il magnetismo non solo come pratica da condannare ma come matrice culturale generativa: un «fatto primordiale» destinato a produrre «altri e altri ancora» fenomeni, capaci di influenzare «il destino della società e della religione». In questo senso il Del magnetismo animale anticipava la traiettoria che avrebbe condotto, attraverso lo spiritismo, alle molteplici espressioni dell'occultismo fin de siècle.

Fonti e bibliografia

Opere a stampa

  • Giovanni Maria Caroli, Del magnetismo animale, ossia Mesmerismo, in ordine alla ragione e alla rivelazione (1858), Biblioteca Cattolica, Napoli 1859.

Fonti accademiche

  • Francesco Baroni, «Magic Revived: Theological Controversies Surrounding Animal Magnetism in Italy (1838-1858)», in Esoteric Catholicism / Esoterischer Katholizismus, a cura di Viktoria Vitanova-Kerber e Helmut Zander, Berlin-Boston: De Gruyter Oldenbourg, 2025, pp. 243–276.
  • Giuseppe Cenacchi, Tomismo e neotomismo a Ferrara, Roma: Libreria Editrice Vaticana, 1975.
  • Mario Themelly, «Caroli, Gian Francesco Nazareno», in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 20, Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana 1977, pp. 517-520.
  • Achille Torre, Il pensiero filosofico di Giovanni Caroli, Napoli: Stab. Tip. R. Pesole, 1899.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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