Cahagnet, Louis-Alphonse

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Louis-Alphonse Cahagnet (1809 – 1885) fu un magnetista francese, considerato una delle figure chiave del primo movimento occultista. Attraverso le sedute con i propri sonnambuli elaborò un sistema di comunicazione con i morti che anticipò molti degli elementi strutturali dello spiritismo di Allan Kardec. Le sue opere principali furono condannate dalla Sacra Congregazione dell'Indice nel giugno 1851, in seguito a una relazione del gesuita Giovanni Battista Pianciani che ne denunciava il carattere fondamentalmente negromantico.

Cahagnet e le sue dottrine

Cahagnet si inserì nel filone del magnetismo animale sviluppando l'impiego del sonno magnetico non come tecnica terapeutica, ma come via di accesso diretta al mondo degli spiriti. Attraverso le rivelazioni dei propri soggetti in trance, elaborò dottrine sull'immortalità dell'anima, sul suo destino postumo e sulla sua soggezione a cicli di trasformazione, concezioni chiaramente incompatibili con l'escatologia cristiana. Il suo sistema poneva come figura di riferimento Swedenborg, che Pianciani avrebbe poi definito «eretico e pazzo». Tra le sue opere principali figurano Arcanes de la vie future dévoilés (1848), Guide du magnétiseur (1849) e il periodico Le magnétiseur spiritualiste (1849–50).

La condanna dell'Indice (1851)

Il 28 aprile 1851 Pianciani, incaricato dalla Sacra Congregazione dell'Indice di esaminare le opere di Cahagnet, depositò la propria relazione (ADDF, S.C. Indicis, protocollo n. 116, 1849–51, n. 606). Il giudizio era netto sin dall'incipit: «Tutta la dottrina di Cahagnet è assolutamente riprovabile, e così in conseguenza queste opere, che apertamente la professano. Checché sia da pensare del sonnambulismo artificiale degli ordinarii magnetizzatori […] questo è un sistema tutto fondato sulla necromanzia, ossia sull’evocazione delle ombre e degli spiriti dei defonti». L'uso di specchi magici e di simboli rituali aggravava ulteriormente il giudizio del gesuita.

Pianciani articolava la propria analisi su più piani. Molti dei fenomeni descritti da Cahagnet — sogni e visioni dei sonnambuli — potevano essere spiegati con condizioni patologiche o con una «misteriosa comunicazione di pensieri» tra magnetizzatore e soggetto. Un'altra categoria di esperienze, tuttavia — soprattutto le visioni di luoghi lontani e le conversazioni con i morti — resisteva, ai suoi occhi, a qualsiasi spiegazione naturale e doveva pertanto essere ascritta all'intervento diabolico diretto. Ancor più allarmanti erano le dottrine trasmesse dagli spiriti: nozioni materialiste sull'anima, negazione degli angeli, concezioni panteistiche della divinità. Il sistema di Cahagnet, alimentato da fonti svedenborghiane, equivaleva così a un «vangelo esoterico» radicalmente opposto all'ortodossia cattolica. Pianciani concludeva paventando il rischio che tali pratiche favorissero la diffusione della setta svedenborghiana o della «Nuova Chiesa di Gerusalemme», già radicata nell'Europa settentrionale e in America, e segnalava che la società spiritualista era stata inaugurata con una cerimonia che gli appariva come «una parodia dell'Eucarestia».

Il 6 giugno 1851 la Congregazione dell'Indice promulgò il decreto di condanna di Arcanes de la vie future dévoilés (vol. 1, 1848), Guide du magnétiseur (1849) e del periodico Le magnétiseur spiritualiste.

La polemica del 1852 e il nesso con il decennio successivo

Negli articoli del 1852 sulla Civiltà Cattolica, Pianciani tornò sull'opera di Cahagnet per smontarne le pretese davanti al pubblico cattolico. Il sarcasmo del gesuita si appuntava sulla semplicità delle tecniche descritte: «Alla guisa che possiamo esempigrazia comunicare co' Cinesi, andando nel loro paese ed imparando il loro idioma, così potremo, ed ancora più agevolmente, entrare in comunicazione cogli spiriti celesti? E i mezzi a questa saranno dei processi atti a destare il riso, lo strisciar colle mani, le elissi dal capo al ginocchio disegnate dalla mano, l'acqua magnetizzata, le verghe di vetro o d'acciaio, le caraffe piene d'arena o di limatura di ferro o di vetro polverizzato, gli alberi magnetizzati e simili cose?». Secondo Pianciani, i seguaci di Cahagnet si vantavano di mantenere un contatto costante con le anime dei morti, le quali — notava ironicamente — apparivano, dopo la morte, più eloquenti e accomodanti di quanto non fossero mai state in vita.

La condanna delle opere di Cahagnet, insieme a quelle di altri autori magnetisti, confluì poi nell'elaborazione del decreto del Sant'Uffizio del 1856 contro l'abuso del magnetismo animale, che unificò per la prima volta le precedenti condanne del magnetismo animale e del proto-spiritismo entro una risposta istituzionale coerente.

Significato storico

Cahagnet rappresenta un nodo di transizione tra il magnetismo animale e lo spiritismo sistematizzato di Kardec: elaborò pratiche di comunicazione con i defunti e aspirazioni a una religiosità universale e spirituale prima che Kardec ne codificasse le forme e ne imponesse il nome. La condanna delle sue opere nel 1851 costituisce così uno dei primissimi interventi formali della Santa Sede contro il proto-spiritismo, precedendo di tredici anni la censura delle opere di Kardec del 1864.

Fonti e bibliografia

Fonti archivistiche

  • Giovanni Battista Pianciani SJ, Relazione sulle opere di Cahagnet, 28 aprile 1851. ADDF, S.C. Indicis, protocollo n. 116 (1849–51), n. 606.

Fonti primarie

  • Louis-Alphonse Cahagnet, Arcanes de la vie future dévoilés, Chez l'auteur, Parigi 1848.
  • [Giovanni Battista Pianciani SJ], «Sonnambolismo mistico», La Civiltà Cattolica 1852, 8: 397–413.
  • [——], «Del sonnambolismo negromantico», La Civiltà Cattolica 1852, 9: 45–67.

Fonti accademiche

  • Antoine Faivre, «Éloquence magique, ou descriptions des mondes de l'au-delà explorés par le magnétisme animal: Au carrefour de la Naturphilosophie romantique et de la théosophie chrétienne (première moitié du XIXe siècle)», Aries 8, n. 2 (2008): 191–228.
  • Wouter J. Hanegraaff, «The First Psychonaut? Louis-Alphonse Cahagnet's Experiments with Narcotics», International Journal for the Study of New Religions, 7, n. 2 (2016), pp. 105–23.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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