Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Domenico Serafini (Roma, 3 agosto 1852 - Roma, 5 marzo 1918) è stato un cardinale e monaco benedettino; fuassessore e consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, quindi cardinale membro della stessa; fu altresì membro della Congregazione dell'Indice.
Nacque a Roma il 3 agosto 1852, figlio di Luigi Serafini, appartenente a una facoltosa famiglia romana di mercanti di campagna, e di Costanza di Pietro. Il nonno materno Giovanni di Pietro, rimasto vedovo, aveva abbracciato lo stato ecclesiastico ed era divenuto uditore della Sacra Rota. Era inoltre imparentato con il cardinale Michele di Pietro. Il fratello minore Carlo entrò a sua volta nell'ordine benedettino con il nome di Mauro Serafini e nel 1900 gli succedette alla guida della Congregazione sublacense.
Dopo una prima formazione presso il Collegio Romano, il 5 marzo 1871 entrò nel monastero di Santa Scolastica a Subiaco. Emise la professione semplice il 16 giugno 1874 e quella solenne il 20 agosto 1877. Studiò filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana come alunno del Collegio benedettino di Sant'Ambrogio, conseguendovi i rispettivi dottorati. Fu ordinato sacerdote il 21 ottobre 1877.
Divenuto prefetto degli studenti del Collegio di Sant'Ambrogio, esercitò successivamente l'ufficio di maestro dei novizi a Malta e nel monastero di San Giuliano a Genova e insegnò teologia a Genova e a Torrechiara, presso Parma. Nell'ottobre 1891 fu nominato priore del monastero di Santa Scolastica, incarico mantenuto fino all'anno seguente.
Il 1° giugno 1892 fu nominato consultore della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari e nell'ottobre successivo procuratore generale del proprio ordine a Roma. Divenne inoltre consultore della Congregazione di Propaganda Fide il 25 aprile 1894 e della Congregazione dei Vescovi e Regolari nel maggio 1896. Nel giugno dello stesso anno fu eletto abate generale della Congregazione sublacense.
Il 24 dicembre 1896 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, prendendo formalmente possesso dell'incarico mediante il giuramento del 13 gennaio 1897. Rimase consultore fino alla nomina ad arcivescovo di Spoleto, avvenuta il 19 aprile 1900. Ricevette la consacrazione episcopale il 6 maggio seguente dal cardinale Serafino Vannutelli.
Il 6 gennaio 1904 fu inviato in Messico come delegato apostolico, missione che svolse per circa nove mesi. Tornato alla guida dell'arcidiocesi di Spoleto, il 30 novembre 1911 fu nominato assessore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 6 dicembre. Lasciò quindi il governo di Spoleto e il 2 marzo 1912 ricevette il titolo arcivescovile di Seleucia di Pieria.
Pio X lo creò cardinale nel concistoro del 25 maggio 1914, assegnandogli il 28 maggio il titolo presbiterale di Santa Cecilia. Nella stessa data entrò a far parte della Congregazione dell'Indice e della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Fu membro dell'Indice fino alla soppressione della Congregazione nel marzo 1917.
Nel conclave apertosi dopo la morte di Pio X, Serafini divenne il principale candidato dell'ala curiale integralista e intransigente, sostenuta soprattutto dal cardinale Gaetano De Lai, che intendeva assicurare la continuità della politica antimodernista del pontificato precedente. La candidatura di Serafini resistette sino all'ultimo scrutinio, nel quale raccolse diciotto voti contro i trentotto attribuiti all'arcivescovo di Bologna Giacomo della Chiesa, eletto papa con il nome di Benedetto XV.
Il 19 ottobre 1914 divenne membro della Pontificia Commissione Biblica. L'8 novembre successivo fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore l'11 novembre. Il 25 novembre entrò anche nella Congregazione di Propaganda Fide.
Benedetto XV lo nominò prefetto della Congregazione dei Religiosi il 27 gennaio 1916. Il 26 febbraio seguente divenne pro-prefetto di Propaganda Fide e il 24 marzo ne assunse la prefettura. Mantenne contemporaneamente la dignità di cardinale inquisitore fino alla morte, avvenuta a Roma il 5 marzo 1918.
Opere
- Discorso in onore di S. Pio V, recitato nella cappella del S. Uffizio il dì 22 maggio 1912, secondo centenario della canonizzazione del santo, Roma 1912.
- Appunti storici sugli inizi della Congregazione Cassinese della Primitiva Osservanza, Subiaco 1922.
Fonti archivistiche
- Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede, Privilegia Sancti Officii, 1894-1896, n. 64; 1911, n. 17; 1914, n. 30.
- Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede, Sanctum Officium, Juramenta, 1872-1905, S20.
- Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede, Privilegia Sancti Officii, 1897-1900, n. 69.
Bibliografia
- Acta Apostolicae Sedis, 3 (1911), p. 630; 6 (1914), p. 299; 8 (1916), pp. 53 e 87.
- Francis A. Burkle-Young, Papal Elections in the Age of Transition, 1878-1922, Lexington Books, Lanham 2000.
- Mario de Camillis, Serafini, Domenico, in Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l'Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, Città del Vaticano 1953, col. 374.
- Angelo Galletti, Domenico Serafini (1852-1918), in I monasteri italiani della Congregazione sublacense (1843-1972). Saggi storici nel primo centenario della Congregazione, Parma 1972, pp. 429-451.
- Nicola Kowalsky, Serie dei cardinali prefetti e dei segretari della S. Congregazione de Propaganda Fide, Roma 1962, pp. 170-171.
- Josef Metzler, Präfekten und Sekretäre der Kongregation im Zeitalter der neueren Missionsära (1818-1918), in Josef Metzler (a cura di), Sacrae Congregationis de Propaganda Fide memoria rerum. 350 anni a servizio delle missioni, 1622-1972, vol. III/1, Roma 1971-1976, pp. 30-66, in particolare pp. 55-56.
- Herman H. Schwedt, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation, 1814-1917, 2 voll., Ferdinand Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1369-1371.
- Un important témoignage sur le cardinal bénédictin Serafini, in «Revue liturgique et monastique», 11, 1925, p. 340.
- Christoph Weber, Genealogien zur Papstgeschichte, 6 voll., Anton Hiersemann, Stuttgart 1999-2002, vol. V, p. 356.
Link
- Profilo storico della diocesi e dell'abbazia di Subiaco, in «BeWeB - Beni ecclesiastici in web».
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]