Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini (Firenze, 7 aprile 1652 - Roma, 6 febbraio 1740), è stato papa dal 1730 al 1740. Prima dell'elezione pontificia fu membro della Congregazione dell'Indice dal 1706 e della Congregazione del Sant'Uffizio dal 1724. Durante il suo pontificato la difesa delle prerogative ecclesiastiche si intrecciò con la repressione del dissenso religioso e delle associazioni massoniche, contro le quali emanò, nel 1738, la prima condanna pontificia, la costituzione In eminenti apostolatus specula.

Famiglia, formazione e carriera fino all'ascesa al pontificato
Figlio del marchese Bartolomeo Corsini e di Elisabetta Strozzi, apparteneva a una delle principali famiglie del patriziato fiorentino. Lo zio cardinale Neri Corsini ne favorì la formazione e l'avvio alla carriera ecclesiastica. Dopo i primi studi a Firenze frequentò il Collegio Romano dei gesuiti, trasferendosi successivamente a Pisa, dove conseguì il dottorato in utroque iure nel 1675.
Alla morte del padre, nel 1685, rinunciò ai diritti di primogenitura e si stabilì a Roma. Il patrimonio familiare gli consentì di acquistare l'ufficio vacabile di reggente della Cancelleria apostolica, assunto il 12 febbraio 1686. Divenne inoltre referendario delle due Segnature e chierico della Camera apostolica.
Il 13 febbraio 1690 fu nominato presidente della Grascia, magistratura preposta all'approvvigionamento alimentare di Roma. Il 10 aprile dello stesso anno Alessandro VIII lo nominò arcivescovo titolare di Nicomedia. Consacrato vescovo il 18 giugno, il 1° luglio fu destinato alla nunziatura di Vienna. Non poté tuttavia assumere l'incarico, poiché l'imperatore Leopoldo I ne rifiutò l'accoglienza, contestando le modalità della designazione pontificia.
Rimasto a Roma, il 6 dicembre 1695 divenne tesoriere e collettore generale della Camera apostolica e commissario generale del Mare. Il 9 dicembre assunse anche la soprintendenza della flotta pontificia e delle fortificazioni, mantenuta sino all'aprile 1709. Questi incarichi gli procurarono una vasta esperienza nella gestione delle finanze e dell'amministrazione dello Stato ecclesiastico.
Fu creato cardinale da Clemente XI il 17 maggio 1706 e ricevette il titolo di Santa Susanna il 25 giugno successivo. Conservò temporaneamente le funzioni di protesoriere della Camera apostolica, alle quali rinunciò nel 1707. Passò al titolo di San Pietro in Vincoli nel 1720 e divenne cardinale vescovo di Frascati nel 1725.
La sua attività curiale comprendeva anche il governo delle istituzioni deputate alla censura e al controllo dell'ortodossia. Nominato membro della Congregazione dell'Indice il 6 giugno 1706, entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio il 13 giugno 1724, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 21 giugno seguente. La documentazione inquisitoriale registra inoltre alcuni collaboratori della sua casa cardinalizia, tra i quali l'auditore Marcello Passari e Malachia d'Inguimbert, attestato dapprima come bibliotecario e poi come teologo.
Il 22 novembre 1720 fu nominato prefetto della Segnatura di Giustizia.
Favorevole alla costituzione Unigenitus del 1713, che condannava 101 proposizioni tratte dalle Réflexions morales di Pasquier Quesnel, si collocava sulla linea della politica antigiansenista di Clemente XI. Tale orientamento gli procurò l'opposizione di una parte dei cardinali francesi nel conclave del 1721. Figurò nuovamente tra i papabili nel 1724, ma venne eletto soltanto il 12 luglio 1730, a settantotto anni, dopo il lungo conclave seguito alla morte di Benedetto XIII. Il nome pontificale richiamava quello di Clemente XI, che lo aveva elevato al cardinalato.
Pontificato
Tra i primi provvedimenti di Clemente XII vi fu l'avvio del procedimento contro il cardinale Niccolò Coscia, figura centrale del gruppo dei cosiddetti "beneventani", che aveva acquisito grande influenza durante il pontificato di Benedetto XIII. Accusato di malversazioni, estorsioni e falsificazioni, Coscia fu condannato il 9 maggio 1733 a dieci anni di carcere e alla confisca dei beni illecitamente acquisiti.
Il risanamento delle finanze pontificie rimase uno degli obiettivi del nuovo governo. Il papa ripristinò il lotto nel dicembre 1731 e sostenne iniziative volte a favorire il commercio e le manifatture, tra le quali l'istituzione del porto franco di Ancona nel 1732. Le spese militari e il passaggio di eserciti stranieri nello Stato ecclesiastico ostacolarono tuttavia il riequilibrio dei conti.
I rapporti con le monarchie cattoliche furono segnati da controversie sulle immunità ecclesiastiche, sulle nomine e sulle pretese feudali della Santa Sede. Particolarmente difficili risultarono le relazioni con la monarchia sabauda e con Carlo di Borbone, insediatosi sul trono di Napoli nel 1734. Il pontificato mostrò così la crescente difficoltà del papato a difendere le proprie prerogative nei confronti degli Stati.
In questo intreccio di conflitti giurisdizionali e repressione del dissenso si collocò anche la vicenda di Pietro Giannone. Nel marzo 1736 lo storico fu attirato da Ginevra in territorio sabaudo e arrestato per iniziativa del governo di Carlo Emanuele III. Il 5 maggio Clemente XII ringraziò il sovrano per la cattura. Sebbene Roma ne desiderasse la consegna, Giannone rimase nelle carceri sabaude: la sua detenzione divenne un elemento delle trattative tra Torino e la Santa Sede.
La perdita della vista, sopravvenuta già nei primi anni del pontificato, e il peggioramento delle condizioni di salute accrebbero il ruolo dei collaboratori. Tra questi emerse il nipote Neri Maria Corsini, creato cardinale l'11 dicembre 1730, che esercitò una notevole influenza sugli affari politici e sulle iniziative culturali della famiglia.
La condanna della massoneria
Con la costituzione In eminenti apostolatus specula del 28 aprile 1738 Clemente XII condannò per la prima volta, con un provvedimento pontificio, le associazioni massoniche.
Il documento individuava motivi di sospetto nella segretezza delle riunioni, nei giuramenti che vincolavano gli associati al silenzio e nella partecipazione di uomini appartenenti a religioni differenti. Presentava tali società come pericolose per la Chiesa e per la tranquillità degli Stati, richiamando anche i divieti già emanati contro di esse da alcune autorità civili. Nella condanna si intrecciavano pertanto preoccupazioni religiose e ragioni di ordine politico.
La costituzione proibiva ai fedeli, ecclesiastici e laici, di aderire alle logge, partecipare alle loro riunioni, ospitarle o favorirle. Ai trasgressori era comminata la scomunica ipso facto, la cui assoluzione era riservata al pontefice, salvo in punto di morte.
Il provvedimento affidava inoltre ai vescovi, agli altri ordinari e agli inquisitori il compito di procedere contro i contravventori e di punirli come sospetti di eresia, autorizzando anche il ricorso al braccio secolare. L'appartenenza massonica veniva così fatta rientrare tra i comportamenti perseguibili dagli apparati inquisitoriali.
Una delle vicende più significative della repressione avviata in questo contesto fu il processo contro Tommaso Crudeli, appartenente alla loggia fiorentina e arrestato il 9 maggio 1739. L'azione dell'inquisitore e del cardinale Neri Maria Corsini contro i massoni si intrecciò con i rapporti tra Roma e il governo lorenese della Toscana. Il procedimento proseguì dopo la morte di Clemente XII e si concluse nell'agosto 1740 con una condanna per lettura di libri proibiti e per espressioni irriverenti in materia religiosa.
La In eminenti inaugurò una lunga serie di condanne pontificie della massoneria. Fu confermata da Benedetto XIV con la costituzione Providas Romanorum pontificum del 18 marzo 1751.
Cultura e mecenatismo
Clemente XII promosse importanti iniziative architettoniche e artistiche, nelle quali la rappresentazione del potere pontificio si accompagnava alla valorizzazione delle raccolte e dei monumenti romani. Al suo pontificato risalgono la nuova facciata di San Giovanni in Laterano, progettata da Alessandro Galilei, e l'avvio della costruzione della Fontana di Trevi: per quest'ultima, nel 1732, fu scelto il progetto di Nicola Salvi, mentre il completamento dell'opera avvenne nei pontificati successivi.
Nel 1733 acquistò la raccolta di antichità del cardinale Alessandro Albani, destinandola alle collezioni capitoline, già esistenti da secoli. L'acquisizione fu decisiva per l'allestimento del Museo Capitolino, inaugurato nel 1734 e aperto alla fruizione pubblica.
La formazione della Biblioteca Corsiniana era iniziata prima dell'elezione pontificia, attraverso l'accrescimento della raccolta ereditata dallo zio Neri e l'acquisto di altri fondi librari, tra i quali quello del cardinale Filippo Antonio Gualtieri nel 1728. Il cardinale nipote Neri Maria proseguì questa attività nella nuova residenza familiare alla Lungara. Un ruolo importante nelle iniziative erudite ed editoriali dei Corsini spettò a Giovanni Gaetano Bottari. La biblioteca, aperta al pubblico nel 1754, comprendeva anche una ricca raccolta di letteratura giansenista e di libri proibiti, la cui consultazione era consentita da autorizzazioni pontificie.
Clemente XII morì a Roma il 6 febbraio 1740. Dopo un lungo conclave gli succedette Prospero Lambertini (Benedetto XIV).
Bibliografia essenziale
- Alberto Caracciolo, Clemente XII, papa, in DBI, vol. 26 (1982).
- Alberto Caracciolo, Clemente XII, in EP, vol. III.
- Elisabeth Kieven, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò (a cura di), I Corsini tra Firenze e Roma, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2013.
- Fryderyk Kwiatkowski, Stanowisko Watykanu wobec masonerii w XVIII w., in «Sensus Historiae», 23, 2, 2016, pp. 63-75.
- Charles H. Lyttle, Historical Bases of Rome's Conflict with Freemasonry, in «Church History», 9, 1, 1940, pp. 3-23.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 380-381.
- Christoph Weber, Die päpstlichen Referendare 1566-1809. Chronologie und Prosopographie, Anton Hiersemann, Stuttgart 2003-2004, 3 voll., vol. II, p. 570.
Documenti pontifici di interesse
- Clemente XII, In eminenti apostolatus specula, 28 aprile 1738.
- Benedetto XIV, Providas Romanorum pontificum, 18 marzo 1751.
Testi on line
Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]