Reina, Casiodoro de

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Casiodoro de Reina o de Reyna (Montemolín, 1520 ca. – Francoforte sul Meno, 15 marzo 1594) fu un monaco geronimita, teologo, traduttore e pastore protestante spagnolo. Figura centrale della Riforma iberica e dell’esilio religioso cinquecentesco, è noto soprattutto per la traduzione integrale della Bibbia in castigliano, pubblicata a Basilea nel 1569 e passata alla storia come Bibbia dell’Orso.

Originario di Montemolín, località dell’attuale Estremadura allora compresa nella diocesi di Siviglia, nel 1546 risulta presente nel monastero geronimita di San Isidoro del Campo, presso Santiponce. Nel cenobio si era sviluppato un ambiente favorevole alla lettura diretta delle Scritture e sensibile alle idee della Riforma, in contatto con i circoli evangelici sivigliani legati a Juan Gil e Constantino Ponce de la Fuente. Reina vi assunse probabilmente una posizione di rilievo, tanto che l’Inquisizione lo avrebbe poi considerato uno dei principali responsabili della diffusione delle nuove dottrine fra i monaci.

Di fronte all’imminente repressione inquisitoriale, nei primi mesi del 1557 lasciò clandestinamente la Spagna insieme con alcuni confratelli, tra i quali giovane Antonio del Corro e Cipriano de Valera. Raggiunse inizialmente Ginevra, ma non vi rimase a lungo. Il rigido controllo dottrinale esercitato nella città di Calvino e le tensioni nei confronti degli esuli sospettati di servetismo o di altre forme di eterodossia mal si accordavano con il suo orientamento irenico. L’incontro con le idee di Sebastiano Castellione contribuì a consolidare in lui il rifiuto della violenza in materia religiosa e la convinzione che l’errore dottrinale dovesse essere combattuto mediante la parola, non con la repressione.

Tra il 1558 e il 1559 si stabilì a Londra, dove organizzò una comunità protestante di lingua spagnola. Nel tentativo di ottenerne il riconoscimento elaborò nel 1560 la Declaración o Confesión de fe hecha por ciertos fieles españoles. Il testo rifletteva una concezione del cristianesimo poco incline alle rigide delimitazioni confessionali e insisteva sulla centralità delle Scritture, sulla giustificazione per fede e sulla carità come segno distintivo della comunità cristiana. Alcune formulazioni relative alla Trinità, al battesimo e alla Cena suscitarono tuttavia i sospetti delle chiese riformate francese e neerlandese di Londra, che gli rimproverarono simpatie servetiane e anabattiste.

Reina era intanto sorvegliato dagli agenti della monarchia spagnola, interessati alle attività politiche e religiose degli esuli. Nel 1563 fu investito da accuse di irregolarità finanziarie e condotta sessuale illecita, maturate nel quadro delle divisioni interne al mondo protestante e dell’attività svolta contro di lui dall’ambasciata di Filippo II. La fondatezza di tali imputazioni è stata contestata dalla storiografia. Temendo per la propria sicurezza, Reina abbandonò l’Inghilterra e riprese una vita itinerante fra Anversa, Francoforte, Orléans, Bergerac, Montargis, Strasburgo e Basilea.

Nel frattempo il tribunale inquisitoriale di Siviglia aveva proceduto contro di lui in contumacia. Nell’autodafé del 26 aprile 1562 la sua effigie era stata consegnata alle fiamme ed egli era stato dichiarato eretico. Le sue opere furono proibite, mentre la diplomazia di Filippo II continuò a seguirne gli spostamenti e a tentare di neutralizzarne l’attività.

Durante l’esilio Reina si dedicò soprattutto alla traduzione integrale della Bibbia in castigliano. Per realizzarla si servì dei testi ebraici e greci, della Vulgata, delle versioni latine umanistiche, della Bibbia di Ferrara in giudeo-spagnolo e delle precedenti traduzioni di Francisco de Enzinas e Juan Pérez de Pineda. L’impresa, pur restando legata principalmente al suo nome, si avvalse dunque del patrimonio filologico e religioso elaborato dalla rete degli esuli protestanti spagnoli.

La traduzione fu pubblicata a Basilea nel 1569 con il titolo La Biblia, que es, los sacros libros del Viejo y Nuevo Testamento trasladada en español. Divenne nota come Bibbia dell’Orso per l’immagine del frontespizio, raffigurante un orso intento a raggiungere il miele contenuto in un albero. La qualità della lingua, l’attenzione ai testi originali e la presenza di un ampio apparato di introduzioni e annotazioni ne fecero uno dei maggiori risultati della cultura religiosa e letteraria spagnola del Cinquecento. Nella prefazione Reina difese la traduzione delle Scritture in volgare, sostenendo il diritto dei fedeli ad accedere direttamente alla parola divina.

La circolazione della Bibbia fu contrastata dall’Inquisizione, che tentò di intercettarne le copie introdotte clandestinamente nella penisola iberica. Nel 1602 Cipriano de Valera ne pubblicò ad Amsterdam una revisione dalla quale ebbe origine la cosiddetta Bibbia Reina-Valera, destinata a diventare il principale testo biblico del protestantesimo di lingua spagnola.

Reina fu inoltre coinvolto nella preparazione delle Inquisitionis Hispanicae Artes Aliquot, denuncia delle procedure e degli abusi dell’Inquisizione spagnola apparsa a Heidelberg nel 1567 sotto lo pseudonimo di Reginaldus Gonsalvius Montanus. In passato l’opera gli è stata attribuita integralmente, ma sembra più plausibile considerarla il risultato di una collaborazione fra diversi esuli, probabilmente comprendente Antonio del Corro e Juan Pérez de Pineda. Reina potrebbe averne curato la redazione finale e certamente si adoperò per trovarle uno stampatore.

Fra le altre sue opere figurano commenti ai Vangeli di Giovanni e Matteo, la Confessio in articulo de Coena e un Catechismus pubblicato in più lingue. Svolse anche attività editoriale, curando tra l’altro il Dialogus in Epistolam ad Romanos di Antonio del Corro, e promosse a Francoforte una società destinata al soccorso dei poveri e dei perseguitati. Tra il 1578 e il 1585 esercitò il ministero pastorale ad Anversa in una comunità aderente alla Confessione augustana. Tornato infine a Francoforte, vi trascorse gli ultimi anni e vi morì nel 1594.

Difficilmente riconducibile a una singola ortodossia confessionale, Reina attraversò il mondo calvinista, anglicano e luterano conservando una marcata autonomia teologica. La sua esperienza di perseguitato lo condusse a privilegiare la concordia cristiana, la libertà di coscienza e il rifiuto della coercizione in materia di fede. Proprio questa indipendenza gli attirò sospetti sia da parte cattolica sia da parte protestante, facendo della sua vicenda uno degli esempi più significativi delle tensioni fra Riforma, dissenso e costruzione delle ortodossie nell’Europa del XVI secolo.

Opere

  • Sanctae Inquisitionis Hispanicae artes aliquot detectae, ac palam traductae, Michael Schirat, Heidelberg 1567 (attribuzione controversa).
  • La Biblia, que es, los sacros libros del Viejo y Nuevo Testamento trasladada en español, Basilea 1569.
  • Evangelium Ioannis, Francoforte sul Meno 1573.
  • Expositio primae partis capitis quarti Matthaei, Francoforte sul Meno 1573.
  • Declaración o Confesión de fe hecha por ciertos fieles españoles, Francoforte sul Meno 1577.
  • Confessio in articulo de Coena, Anversa 1579.
  • Catechismus, hoc est, brevis instructio de praecipuis capitibus christianae doctrinae, Anversa 1580 ca.

Bibliografia

  • Eduard Boehmer, Bibliotheca Wiffeniana. Spanish Reformers of Two Centuries from 1520. Their Lives and Writings, vol. II, Karl J. Trübner, Strasburgo 1883, pp. 163-320.
  • Carlos Gilly, Spanien und der Basler Buchdruck bis 1600. Ein Querschnitt durch die spanische Geistesgeschichte aus der Sicht einer europäischen Buchdruckerstadt, Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Francoforte sul Meno 1985, pp. 353-409.
  • Carlos Gilly, Reyna, Casiodoro de, in DSI, vol. III, pp. 1314-1317.
  • Carlos Gilly, El influjo de Sébastien Castellion sobre los heterodoxos españoles del siglo XVI, in Michel Boeglin, Ignasi Fernández Terricabras e David Kahn (a cura di), Reforma y disidencia religiosa. La recepción de las doctrinas reformadas en la península ibérica en el siglo XVI, Casa de Velázquez, Madrid 2018, pp. 305-349.
  • Steven Griffin, Desde el exilio alemán y londinense. Casiodoro de Reina y la eclesiología del desplazamiento, in Michel Boeglin, Ignasi Fernández Terricabras e David Kahn (a cura di), Reforma y disidencia religiosa. La recepción de las doctrinas reformadas en la península ibérica en el siglo XVI, Casa de Velázquez, Madrid 2018, pp. 277-290.
  • Paul J. Hauben, Three Spanish Heretics and the Reformation: Antonio del Corro, Cassiodoro de Reina, Cypriano de Valera, Droz, Ginevra 1967.
  • Arthur Gordon Kinder, Casiodoro de Reina: Spanish Reformer of the Sixteenth Century, Tamesis Books, Londra 1975.
  • Doris Moreno, Casiodoro de Reina. Libertad y tolerancia en la Europa del siglo XVI, Fundación Pública Andaluza-Centro de Estudios Andaluces, Siviglia 2017.
  • Rady Roldán-Figueroa, Casiodoro de Reina as Biblical Exegete: Studies on the 1569 Spanish Translation of the Bible, PhD dissertation, Boston University, Boston 2005.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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