Sotomayor, Antonio de

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio de Sotomayor (Valença do Minho, 1557 – Madrid, 3 settembre 1648) è stato un religioso domenicano, teologo e inquisitore generale di Spagna dal 1632 al 1643. Confessore di Filippo IV e stretto collaboratore del conte-duca di Olivares, esercitò una notevole influenza sulla politica ecclesiastica della monarchia spagnola.

Appartenente a una famiglia nobile con possedimenti tra Galizia e Portogallo settentrionale, entrò nell'Ordine domenicano nel 1574, formandosi nei conventi di San Esteban di Salamanca e San Gregorio di Valladolid. Professore di teologia all'Università di Santiago de Compostela dal 1589 al 1600, ricoprì successivamente importanti incarichi nel proprio ordine, fino alla nomina a provinciale nel 1615. Nel 1616 fu chiamato a corte come confessore del principe Filippo, futuro Filippo IV, del quale divenne uno dei consiglieri più ascoltati.

Dopo l'ascesa al trono del sovrano nel 1621, la sua influenza crebbe rapidamente, anche grazie alla collaborazione con Olivares. Nel 1622 entrò nella Suprema e successivamente nei Consigli di Stato e di Guerra, assumendo inoltre la direzione della Comisaría General de Cruzada. Nel 1632, dopo le dimissioni del cardinale Antonio Zapata y Cisneros, fu nominato inquisitore generale di Spagna.

Durante il suo governo, l'Inquisizione spagnola fu sottoposta a un più stretto controllo della Corona. Sotomayor favorì l'ingresso nella Suprema di uomini legati a Olivares, consolidando una rete di fedeltà personali e clientelari. Una disposizione regia del 1633 rafforzò il controllo monarchico sulle nomine inquisitoriali, mentre le esigenze finanziarie della guerra comportarono nuove contribuzioni imposte al Sant'Uffizio e la vendita di uffici e familiature. Nonostante la vicinanza al governo, Sotomayor difese le prerogative giurisdizionali dell'inquisitore generale contro ulteriori tentativi di limitarne l'autonomia.

Particolarmente delicata fu la questione dei conversos portoghesi. La politica di Olivares, favorevole alla collaborazione con mercanti e banchieri cristiani nuovi per sostenere le finanze della monarchia, richiedeva una certa moderazione nell'azione inquisitoriale. Sotomayor contribuì a contenere la pressione repressiva sugli uomini d'affari di origine conversa, attirandosi le critiche degli ambienti più intransigenti, che lo accusavano di favorire i giudaizzanti. Svolse inoltre un ruolo di mediazione tra l'Inquisizione spagnola e quella portoghese, istituzioni distinte anche durante l'unione dinastica iberica (1580-1640).

Nel 1640 promosse la pubblicazione del Novissimus librorum prohibitorum et expurgandorum index, aggiornando il precedente Indice del 1632. Sul piano politico contribuì alla revisione dei processi contro le religiose del monastero benedettino di San Plácido di Madrid, nei quali era coinvolto Jerónimo de Villanueva, collaboratore di Olivares. La riabilitazione delle monache nel 1638 alimentò le polemiche sull'indipendenza del Sant'Uffizio dalle pressioni della corte.

L'esercizio delle sue numerose cariche favorì un'intensa attività di patronato, attraverso la distribuzione di benefici ecclesiastici e uffici amministrativi a parenti e protetti. La caduta di Olivares nel gennaio 1643 determinò il suo progressivo indebolimento. Nel giugno dello stesso anno rinunciò all'incarico di inquisitore generale, venendo sostituito da Diego de Arce y Reinoso, promotore di una maggiore autonomia istituzionale e di una rinnovata repressione dei giudaizzanti. Sotomayor conservò comunque rapporti con Filippo IV fino alla morte, avvenuta nel 1648.

Opera principale

Bibliografia

  • José Espinosa Rodríguez, Fray Antonio de Sotomayor y su correspondencia con Felipe IV, Vigo 1944.
  • María Amparo López Arandia, Un paterfamilias en la corte de Felipe IV: fray Antonio de Sotomayor, in «Historia y Genealogía», 4, 2014, pp. 59-74.
  • Roberto López Vela, Inquisición y Estado en el reinado de Felipe IV, Universidad Autónoma de Madrid, Madrid 1991.
  • Juan Ignacio Pulido Serrano, Injurias a Cristo. Religión, política y antijudaísmo en el siglo XVII, Universidad de Alcalá, Alcalá de Henares 2002.
  • Juan Ignacio Pulido Serrano, Fray Antonio Sotomayor, O.P. Su intermediación entre la Inquisición de Portugal y la de España en tiempos de Felipe IV (1621-1640), in Los Dominicos y la Inquisición en el mundo ibérico e hispanoamericano, a cura di Arturo Bernal Palacios, Istituto Storico Domenicano, Roma 2006, pp. 243-275.
  • Juan Ignacio Pulido Serrano, Sotomayor, Antonio de, in DSI, vol. III, p. 1463.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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