Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Tancredi Fausti (Roma, 8 gennaio 1831 - Roma, 23 settembre 1895) è stato un canonista, arcivescovo e uomo di Curia; fu consultore e quindi assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio primogenito del cavaliere Ludovico Fausti, originario di Spoleto, appartenne a una famiglia coinvolta nelle tensioni politico-giudiziarie degli ultimi decenni dello Stato pontificio. Il padre fu infatti condannato sotto Pio IX nel 1863 e liberato nel 1867. Tancredi divenne invece, durante il pontificato di Leone XIII, uno dei prelati vicini al gruppo curiale dei cosiddetti "perugini".
Fu ordinato sacerdote il 22 dicembre 1855. Conseguì a Roma i dottorati in filosofia, teologia e utroque iure presso l'Università La Sapienza e insegnò diritto civile nel Seminario Romano per circa ventitré anni.
Svolse anche incarichi presso il Vicariato di Roma. Nel 1879 prestò giuramento presso il Sant'Uffizio in qualità di segretario del Vicariato, senza tuttavia ricoprire ancora uno specifico ufficio nella Congregazione. Fu inoltre cancelliere della Congregazione della Visita Apostolica.
Il 7 settembre 1882 fu nominato consultore della Congregazione dei Concili provinciali. Nel 1885 divenne sostituto dei Brevi apostolici e il 17 gennaio dello stesso anno sigillatore della Penitenzieria Apostolica.
Fausti fu anche un canonista apprezzato negli ambienti della Curia. Ebbe un ruolo nella preparazione del breve Dolemus inter del 13 luglio 1886, con il quale Leone XIII confermò l'Istituto della Compagnia di Gesù.
L'11 febbraio 1889 fu nominato arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria e ricevette la consacrazione episcopale il 24 febbraio successivo dal cardinale Raffaele Monaco La Valletta.
Nel luglio 1889 Leone XIII lo incluse nella giunta di prelati destinata ad assicurare il governo ecclesiastico di Roma nell'eventualità di un allontanamento del pontefice dalla città.
Il 29 marzo 1892 fu nominato uditore del papa e il giorno seguente consultore della Congregazione dei Riti.
Il 30 marzo 1892 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 2 giugno giurò come consultore.
Il 26 maggio 1894 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 30 maggio giurò come assessore.
Durante l'assessorato partecipò alla gestione ordinaria delle cause sottoposte alla Suprema Congregazione. La documentazione del Sant'Uffizio lo mostra, tra l'altro, impegnato nel 1894 nella trattazione del caso del sacerdote canadese Alfred Desnoyers.
Mantenne contemporaneamente l'incarico di uditore di Leone XIII. Morì a Roma il 23 settembre 1895, ancora in carica come assessore.
La carriera di Fausti si svolse prevalentemente nell'ambito giuridico-amministrativo della Curia romana: docente di diritto, funzionario del Vicariato, canonista, uditore pontificio e infine assessore del Sant'Uffizio, fu uno dei prelati di fiducia di Leone XIII negli anni centrali del suo pontificato.
Bibliografia
- Raffaele De Cesare, Roma e lo Stato del Papa dal ritorno di Pio IX al XX settembre, Forzani, Roma 1907, pp. 543-557, 574.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 561-562.
- Christoph Weber, Quellen und Studien zur Kurie und zur vatikanischen Politik unter Leo XIII. Mit Berücksichtigung der Beziehungen des Hl. Stuhles zu den Dreibundmächten, Niemeyer, Tübingen 1973, pp. 126-127.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]