Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La sede inquisitoriale di Pesaro, di competenza domenicana, fu istituita nel 1801, in seguito al trasferimento della residenza dell'inquisitore di Rimini, del quale Pesaro era precedentemente un vicariato. La presenza inquisitoriale nella città risaliva tuttavia al Cinquecento: già nel 1555 la Congregazione del Sant'Uffizio aveva nominato fra Agapito commissario per lo Stato di Urbino, mentre intorno al 1580 sono documentati un inquisitore con competenze su Pesaro, Fermo e Osimo e un vicario pesarese dell'inquisitore di Rimini. In questa fase i procedimenti in materia di fede, compresi quelli riguardanti la comunità ebraica, furono spesso condotti dalle autorità episcopali.
Dopo le trasformazioni dell'età napoleonica, il tribunale di Pesaro fu riorganizzato durante la Restaurazione pontificia, acquisendo una giurisdizione estesa anche a Fano e a numerose località del Montefeltro e della Romagna. L'attività inquisitoriale rimase particolarmente intensa nella prima metà dell'Ottocento, occupandosi soprattutto della repressione delle pratiche superstiziose, della vigilanza sull'ortodossia religiosa e del controllo dei comportamenti dei fedeli.
Tra gli inquisitori più significativi figurò Pier Gaetano Feletti (1829-1833), successivamente inquisitore di Faenza e Bologna, dove fu coinvolto nel celebre caso Mortara. Un elenco compilato nel 1831 documenta 31 cause pendenti e 41 denunce ricevute nel corso dell'anno, a testimonianza della persistente attività giudiziaria del tribunale.
L'Inquisizione di Pesaro cessò definitivamente di esistere nel 1860, con la fine del dominio pontificio sulle Marche e l'annessione della città al Regno di Sardegna.
Vedi anche: Sede inquisitoriale di Rimini | Lista degli Inquisitori di Pesaro
Bibliografia
- Claudia Ansevini, Un processo per superstizione a Pesaro nel 1579, tesi di laurea, Università degli Studi di Urbino, a.a. 2004-2005.
- Andrea Cicerchia, Inquisizione e controllo del dissenso ereticale a Rimini e nel suo territorio in età moderna, in Storia della Chiesa riminese. III. Dal Concilio di Trento all'età napoleonica, a cura di Samuele Giombi, Guaraldi, Verucchio 2013, pp. 369-395.
- Andrea Cicerchia, L'autunno dell'Inquisizione. Il tribunale pesarese tra Restaurazione e Risorgimento (1816-50), in Prescritto e proscritto. Religione e società nell'Italia moderna (secc. XVI-XIX), a cura di Andrea Cicerchia, Guido Dall'Olio e Matteo Duni, Carocci, Roma 2015, pp. 255-277.
- Guido Dall'Olio, Pesaro, in DSI, vol. III, p. 1197.
- Renata Segre, Gli ebrei nelle carte dell'Inquisizione di Pesaro, in Le inquisizioni cristiane e gli ebrei, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 2003, pp. 235-252.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Pesaro sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]