Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Raffaele Mazio (Roma, 24 ottobre 1765 - Roma, 4 febbraio 1832) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di Curia; prima di ascendere al cardinalato fu assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Nacque in una famiglia agiata della borghesia romana, originaria dell'area retica e stabilitasi a Roma nel Seicento. Era figlio di Giacomo Mazio, soprintendente generale della Zecca pontificia, e di Anna Maria Trezza. La famiglia mantenne stretti rapporti con gli ambienti gesuitici e con l'amministrazione pontificia.
Ricevette una formazione umanistica e teologica sotto la guida di gesuiti e proseguì gli studi al Collegio Romano, distinguendosi soprattutto nel latino, nella teologia e nel diritto canonico. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1788.
Nel 1790 Pio VI lo nominò maestro delle cerimonie pontificie; fu quindi canonico di Santa Maria in Trastevere e, dal 1800, segretario della Congregazione Cerimoniale.
Nel 1801 accompagnò il cardinale Giovanni Battista Caprara in Francia per l'esecuzione del Concordato tra la Santa Sede e Napoleone. Durante la missione si segnalò come abile mediatore nelle delicate questioni relative alla riorganizzazione dell'episcopato francese.
Dopo il ritorno a Roma continuò a operare negli affari diplomatici ed ecclesiastici della Curia. Con la nuova occupazione francese del 1809 fu costretto all'esilio, soggiornò a Piacenza e Bologna e fu infine imprigionato nella rocca di Cento.
Liberato nel 1814, fu chiamato da Pio VII a collaborare con Ercole Consalvi nelle missioni diplomatiche di Parigi, Londra e Vienna. Partecipò così direttamente alla complessa azione della Santa Sede per la ricostituzione dello Stato pontificio e per la ridefinizione dei rapporti ecclesiastici europei dopo la caduta di Napoleone.
Il 1° ottobre 1814 divenne segretario delle Lettere latine; confermato nell'incarico a Roma nel giugno 1815, fu anche nominato prelato domestico. Nel 1816 entrò nella Penitenzieria Apostolica prima come canonista e poi come correttore e nel 1818 fu nominato segretario della Congregazione Concistoriale.
Divenne uno dei più stretti collaboratori di Consalvi negli affari ecclesiastico-politici internazionali. Prese parte alle trattative concordatarie con la Baviera e seguì in particolare le questioni relative ai Paesi Bassi, alla Germania, alla Svizzera, al Piemonte, al Lombardo-Veneto, alla Spagna e all'America Latina. Dopo i moti del 1820-21 accompagnò inoltre il cardinale Giuseppe Spina ai congressi di Lubiana e Verona.
Alla morte di Pio VII, in qualità di segretario della Congregazione Concistoriale e del Sacro Collegio, ebbe un ruolo rilevante durante la sede vacante e fu segretario del conclave del 1823 che elesse Leone XII.
Il 28 dicembre 1824 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 12 gennaio 1825 giurò come tale.
Durante il suo assessorato Pasquale Forti giurò come suo amanuense il 1° febbraio 1825 e Antonio Bambozzi come suo segretario il 21 settembre dello stesso anno.
La sua posizione politico-ecclesiastica conobbe nel frattempo una significativa evoluzione. Formatasi nell'ambiente relativamente moderato e pragmatico di Consalvi, negli anni di Leone XII Mazio divenne progressivamente meno disponibile a concessioni ai governi civili nelle questioni ecclesiastiche, come emerge in particolare dalle controversie riguardanti i Paesi Bassi.
Pio VIII lo creò cardinale nel concistoro del 15 marzo 1830, assegnandogli il titolo di Santa Maria in Trastevere. La promozione al cardinalato pose termine all'incarico di assessore del Sant'Uffizio.
Il 5 luglio 1830 fu nominato membro delle Congregazioni del Concilio, Concistoriale, dei Riti e degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Le sue condizioni di salute erano tuttavia ormai compromesse da una grave malattia neurologica che ne limitò progressivamente l'attività.
Partecipò al conclave del 1830-31 che elesse Gregorio XVI. Morì a Roma il 4 febbraio 1832 e fu sepolto nella basilica di Santa Maria in Trastevere.
Mazio rappresenta una figura importante della diplomazia pontificia e della Curia della Restaurazione. La sua carriera collega la politica consalviana di mediazione e riorganizzazione amministrativa con il progressivo irrigidimento ecclesiastico degli anni di Leone XII.
Bibliografia
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- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 975-978.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]