Caterini, Prospero

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Prospero Caterini (Onano, 15 ottobre 1795 - Roma, 28 ottobre 1881) è stato un cardinale e uomo di Curia; fu prima assessore e poi cardinale segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Francesco Caterini e Maria Domenica Pacelli, apparteneva alla classe dirigente di Onano ed era imparentato, attraverso la madre, con la famiglia Pacelli. Marcantonio Pacelli, nonno del futuro Pio XII, beneficiò in seguito della protezione del cardinale.

Trasferitosi a Roma, si formò soprattutto negli studi giuridici e canonistici e intraprese la carriera curiale. Nel 1836 sostituì il fratello Pietro, malato, come segretario del Collegio cardinalizio; dall'11 luglio dello stesso anno risulta sostituto del segretario del Sacro Collegio.

Il 27 febbraio 1839 fu nominato segretario della Congregazione degli Studi e il 6 febbraio 1840 consultore della Congregazione dei Vescovi e Regolari. Fu inoltre canonico di Santa Maria in Via Lata e successivamente di San Giovanni in Laterano.

Il 26 febbraio 1841 entrò nell'Accademia di Religione Cattolica. Il 1° marzo fu nominato uditore del pontefice e il 4 marzo prestò giuramento come referendario delle Segnature. Nella qualità di uditore pontificio prestò inoltre giuramento presso il Sant'Uffizio.

Il 22 febbraio 1842 divenne canonico della basilica di San Pietro, il 27 gennaio 1843 protonotario apostolico e il 16 febbraio consultore di Propaganda Fide.

Il 24 novembre 1845 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 26 novembre giurò come tale. Un breve pontificio di nomina reca la data del 28 novembre.

Come assessore risiedette nel Palazzo del Sant'Uffizio e disponeva del personale proprio dell'ufficio, tra cui segretari e uditori. Negli anni successivi fu uno dei funzionari più importanti della Congregazione.

Durante la crisi del 1848 lasciò Roma dopo la fuga di Pio IX. Riparò dapprima nei territori dell'Alto Lazio, quindi raggiunse la Corsica e infine la corte pontificia a Gaeta. Tornò a Roma con il pontefice nel 1850.

Il 1° giugno 1849 fu chiamato a far parte della commissione preparatoria per la definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione.

Pio IX lo creò cardinale il 7 marzo 1853, assegnandogli la diaconia di Santa Maria della Scala. La promozione al cardinalato pose termine all'assessorato.

Il 27 giugno 1853 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 13 luglio giurò come cardinale inquisitore.

Dal 1858 al 1860 fu prefetto dell'Economia di Propaganda Fide e il 26 settembre 1860 divenne prefetto della Congregazione del Concilio.

Ebbero particolare rilievo la sua partecipazione ai lavori che portarono al Sillabo del 1864 e il ruolo svolto nella preparazione del Concilio Vaticano I. Fu membro, e in alcune fasi presidente, della commissione incaricata di raccogliere e formulare le proposizioni relative agli "errori" contemporanei e nel 1865 entrò nella commissione centrale preparatoria del concilio.

Caterini si collocò tra gli esponenti più decisi dell'ala ultramontana e intransigente del Sacro Collegio. Fu fermamente contrario al liberalismo politico e religioso e alle ipotesi di conciliazione tra la Santa Sede e il nuovo Stato italiano.

Il 21 dicembre 1876, alla morte di Costantino Patrizi Naro, fu nominato segretario della Congregazione del Sant'Uffizio. Mantenne l'incarico fino alla morte.

Divenuto cardinale protodiacono, il 20 febbraio 1878 annunciò dalla loggia della basilica vaticana l'elezione di Leone XIII.

Morì a Roma il 28 ottobre 1881 e fu sepolto al cimitero del Verano.

Bibliografia

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  • Francesco Ballerini, Prospero Caterini, Cardinale di Santa Romana Chiesa. Brevi ricordi, Roma 1895.
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  • Niccolò Del Re, I Cardinali Prefetti della Sagra Congregazione del Concilio dalle origini ad oggi (1564-1964), in La Sacra Congregazione del Concilio. Quarto Centenario dalla fondazione (1564-1964). Studi e ricerche, Città del Vaticano 1964, pp. 265-307, in particolare pp. 296-297.
  • Francesco Malgeri, Caterini, Prospero, in DBI, vol. 22 (1979).
  • Giacomo Martina, Nuovi documenti sulla genesi del Sillabo, in "Archivum Historiae Pontificiae", 6, 1968, pp. 319-369.
  • Egidio Papa, Il Sillabo di Pio IX e la stampa francese, inglese e italiana, Cinque Lune, Roma 1968, pp. 51-63.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 293-295.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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