Patrizi Naro, Costantino

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Costantino Patrizi Naro (Siena, 4 settembre 1798 - Roma, 17 dicembre 1876) è stato un cardinale e uomo di Curia, membro e poi segretario della Congregazione del Sant'Uffizio e vicario generale di Roma.

Appartenente a un'antica famiglia nobile senese stabilitasi a Roma, era figlio del marchese Giovanni Patrizi Naro e di Cunegonda di Sassonia. Durante l'età napoleonica trascorse alcuni anni in Francia. Tornato a Roma, intraprese la carriera ecclesiastica e curiale, divenendo referendario delle Segnature e conseguendo nel 1819 il dottorato in utroque iure.

Fu ordinato sacerdote il 16 giugno 1821 e nel 1823 divenne uditore della Sacra Rota. Nel 1828 fu nominato arcivescovo titolare di Filippi. Leone XII lo destinò alla nunziatura di Firenze, incarico che tuttavia non assunse.

Nel 1832 Gregorio XVI lo nominò maggiordomo e prefetto dei Palazzi Apostolici. Fu creato cardinale in pectore il 23 giugno 1834 e pubblicato nel concistoro dell'11 luglio 1836.

Nel 1836 entrò nelle Congregazioni dei Riti, del Concilio, Concistoriale e dei Vescovi e Regolari; nel luglio 1839 divenne prefetto di quest'ultima.

Il 4 agosto 1839 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 7 agosto giurò come cardinale inquisitore.

Il 21 dicembre 1841 fu nominato vicario generale di Roma, incarico che conservò fino alla morte. Negli anni successivi divenne uno dei più stretti collaboratori di Pio IX. Fu presidente della Visita Apostolica, membro della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari e della commissione preparatoria per la definizione dell'Immacolata Concezione.

Nel 1849 divenne cardinale vescovo di Albano, passando nel 1860 a Porto e Santa Rufina e nel 1870 a Ostia e Velletri. Dal 1854 fu prefetto della Congregazione dei Riti.

Il 5 ottobre 1860 fu nominato segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, incarico che mantenne fino alla morte.

Ebbero particolare rilievo il suo impegno nella restaurazione religiosa di Roma dopo la Repubblica del 1849, la promozione delle devozioni caratteristiche del cattolicesimo ottocentesco e il ruolo svolto nella preparazione del Concilio Vaticano I. Presiedette la commissione preparatoria del concilio e partecipò direttamente ai lavori relativi alla definizione dell'infallibilità pontificia.

Nel 1870 divenne decano del Sacro Collegio. Morì a Roma il 17 dicembre 1876.

Patrizi Naro fu uno dei più rappresentativi esponenti dell'intransigentismo cattolico dell'età di Pio IX, come testimoniato dalla sua concezione della Chiesa, dalla devozione al primato pontificio, dal ruolo nella "riconsacrazione" religiosa di Roma e dal sostegno alle devozioni e alle canonizzazioni caratteristiche della cultura conservatrice.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 445-447, 731.
  • Claudio Canonici, Patrizi Naro, Costantino, in DBI, vol. 81 (2014).
  • Annibale Ilari, I cardinali vicari. Cronologia bio-bibliografica, in "Rivista Diocesana di Roma", 3 (1962), pp. 273-295, in part. pp. 291-292.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1135-1137.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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