Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Respighi (Bologna, 22 settembre 1843 – Roma, 22 marzo 1913) è stato un cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio e della Congregazione dell'Indice, vescovo di Guastalla, arcivescovo di Ferrara e vicario generale della diocesi di Roma.
Figlio di Giovanni Battista, insegnante di matematica, studiò nel seminario di Bologna e, dal 1863, proseguì la formazione a Roma, presso il Seminario Pio e il Seminario Romano. Ordinato sacerdote il 31 marzo 1866, conseguì la laurea in teologia nel 1867 e quella in diritto civile e canonico nel 1870.
Rientrato a Bologna, dal 1870 al 1874 insegnò liturgia e archeologia cristiana nel seminario diocesano. Nel 1873 divenne parroco a Budrio, dove rimase fino alla promozione episcopale. Il 14 dicembre 1891 fu nominato vescovo di Guastalla e il 30 novembre 1896 fu trasferito alla sede arcivescovile di Ferrara.
Leone XIII lo creò cardinale il 19 giugno 1899. Il 22 giugno seguente entrò nelle Congregazioni dell'Indice, del Concilio, degli Studi e Lauretana. Il 9 aprile 1900 succedette a Domenico Jacobini come vicario generale della diocesi di Roma. Fu nominato membro del Sant'Uffizio il 23 giugno 1900 e prestò giuramento il 27 giugno. Nel luglio 1902 entrò anche nelle Congregazioni delle Indulgenze e delle Reliquie e dei Riti.
Durante il pontificato di Pio X partecipò, nell'esercizio delle funzioni di cardinale vicario, alla repressione del modernismo. Il 24 maggio 1907 proibì nella diocesi di Roma la vendita, la lettura e la conservazione di Dogme et critique di Édouard Le Roy. Il 29 ottobre dello stesso anno sottoscrisse il decreto contro Il programma dei modernisti, che ne vietava la circolazione e rendeva nota la scomunica inflitta dal pontefice agli autori e ai collaboratori dell'opera. Questi interventi documentano il suo allineamento alla politica di vigilanza dottrinale e disciplinare di Pio X.
Il suo vicariato coincise anche con il riordinamento dell'istruzione catechistica romana. A lui fu indirizzata la lettera pontificia del 18 ottobre 1912 che approvava il nuovo catechismo e ne prescriveva l'adozione nella diocesi e nella provincia ecclesiastica di Roma.
Morì a Roma il 22 marzo 1913.
Bibliografia
- Annibale Ilari, I cardinali vicari. Cronologia bio-bibliografica, in «Rivista diocesana di Roma», 3, 1962, pp. 273-295, in particolare p. 294.
- Pietro Respighi, Decretum quo proscribitur in Urbe liber «Dogme et Critique par Leroy», 24 maggio 1907, e Decretum quo in Urbe proscribitur liber «Il programma dei modernisti», eiusque auctores ac cooperatores censura plectuntur, 29 ottobre 1907, in «Acta Sanctae Sedis», 40, 1907, rispettivamente pp. 512 e 720.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1250-1252.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]