Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Parente (Casalnuovo Monterotaro, 16 febbraio 1891 - Roma, 29 dicembre 1986) è stato un cardinale e teologo; fu l'ultimo assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Sacerdote dal 1916, fu a lungo professore di teologia dogmatica presso il Pontificio Ateneo Lateranense e rettore del Collegio Urbano di Propaganda Fide. Tra i principali esponenti della teologia romana di impostazione neoscolastica, intervenne direttamente nelle controversie dottrinali degli anni di Pio XII. Nel 1942, commentando sull'Osservatore Romano la condanna dell'opera di Marie-Dominique Chenu, utilizzò l'espressione «nuova teologia» per indicare criticamente le nuove tendenze teologiche francesi. La storiografia più recente gli attribuisce inoltre un ruolo importante nella preparazione dell'enciclica Humani generis del 1950.
La sua produzione teologica fu ampia e prevalentemente dedicata alla teologia dogmatica, alla cristologia e all'ecclesiologia. Ebbe notevole diffusione il Dizionario di teologia dommatica per laici (1943), più volte ristampato e ampliato, mentre con Antonio Piolanti collaborò alla Collectio theologica romana ad usum seminariorum, in sette volumi, destinata soprattutto alla formazione seminaristica. Particolare rilievo ebbero i suoi studi cristologici, tra cui L'Io di Cristo (1951), dedicato al problema dell'unità personale di Cristo, e, più tardi, la vasta sintesi Teologia di Cristo. Alfa-Omega del mondo e dell'uomo (2 voll., 1970-1971). Anche negli scritti successivi mantenne un'impostazione sostanzialmente tomista e dogmatica, tentando tuttavia di confrontarla con i problemi posti dalla teologia contemporanea e dal Concilio Vaticano II.
Arcivescovo di Perugia dal 1955, il 23 ottobre 1959 Giovanni XXIII lo richiamò a Roma, nominandolo arcivescovo titolare di Tolemaide di Tebaide e assessore della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. In tale veste Parente divenne uno dei principali collaboratori di Alfredo Ottaviani nella gestione del dicastero e partecipò fin dall'inizio alla preparazione dottrinale del Concilio Vaticano II. Nel giugno 1960 prese parte, insieme a Ottaviani e ad alcuni consultori della Suprema, alle prime riunioni per la composizione della Commissione teologica preparatoria.
Per quanto il suo orientamento fosse nettamente legato alla tradizione teologica romana e alla difesa dell'ortodossia, ma non può essere ridotto a una posizione rigidamente conservatrice. Durante il Vaticano II mostrò infatti una certa capacità di evoluzione rispetto alle posizioni della fase preparatoria. Particolarmente significativo fu il suo ruolo nel dibattito sulla collegialità episcopale: nel settembre 1964 presentò in aula la relazione sui nn. 22-27 del capitolo III dello schema De Ecclesia, sostenendo la dottrina del collegio episcopale in rapporto con il primato pontificio. La sua posizione suscitò sorpresa negli ambienti teologici romani più conservatori; Parente avrebbe in seguito definito se stesso un «tenace difensore della sana teologia, non però un rigido conservatore».
Fu l'ultimo assessore del Sant'Uffizio. Con il motu proprio Integrae servandae del 7 dicembre 1965, Paolo VI trasformò la Suprema nella Congregazione per la Dottrina della Fede, modificandone anche struttura e procedure. Parente divenne quindi segretario del nuovo dicastero, incarico che mantenne fino al 1967.
Paolo VI lo creò cardinale nel concistoro del 26 giugno 1967, assegnandogli il titolo di San Lorenzo in Lucina.
Bibliografia
- Michele Di Ruberto, Bibliografia del Cardinale Pietro Parente, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1991.
- Federico Ferrari, La Situationsethik attraverso le carte del Sant'Uffizio (1951-58), in "Journal of Modern and Contemporary Christianity", 3/1, 2024, pp. 317-366.
- Pietro Parente, Dizionario di teologia dommatica per laici, Studium, Roma 1943.
- Pietro Parente, L'Io di Cristo, Morcelliana, Brescia 1951.
- Pietro Parente, Teologia di Cristo. Alfa-Omega del mondo e dell'uomo, 2 voll., Città Nuova, Roma 1970-1971.
- Karim Schelkens, Catholic Theology of Revelation on the Eve of Vatican II. A Redaction History of the Schema De fontibus revelationis (1960-1962), Brill, Leiden-Boston 2010.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]