Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Paolo Polidori (Jesi, 4 gennaio 1778 - Roma, 23 aprile 1847) è stato un cardinale e uomo di Curia. Fu, tra l'altro, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio, nonché relatore, consultore e poi membro della Congregazione dell'Indice.
Nato in una famiglia della borghesia marchigiana, studiò all'Università di Perugia e nel 1797 si trasferì a Roma. Ordinato sacerdote nel 1800, fu vicario generale a Viterbo e successivamente collaboratore del cardinale Leonardo Antonelli. Durante l'occupazione napoleonica fu arrestato e deportato a Milano, ritirandosi poi a Loreto fino alla Restaurazione.
Rientrato a Roma, divenne collaboratore del cardinale Alessandro Mattei. Il 13 marzo 1817 fu nominato relatore della Congregazione dell'Indice e il 15 maggio dello stesso anno assunse l'incarico di qualificatore del Sant'Uffizio. Il 30 gennaio 1820 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice.
Negli anni della Restaurazione partecipò ad ambienti ecclesiastici interessati al rinnovamento pastorale e religioso. Fu particolarmente vicino alla Pia Unione dei sacerdoti di Santa Galla e strinse una duratura amicizia con Giovanni Maria Mastai Ferretti, futuro Pio IX, del quale fu anche guida spirituale.
Nel 1824 divenne consultore della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari e segretario della Congregazione Concistoriale e del Sacro Collegio. Il 20 aprile 1829 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio.
All'inizio del pontificato di Gregorio XVI ricoprì per alcuni giorni l'incarico di pro-segretario di Stato e fu quindi pro-sostituto della Segreteria di Stato. Dal 1831 fu segretario della Congregazione del Concilio. Partecipò direttamente alla politica culturale e dottrinale del nuovo pontificato, collaborando, tra l'altro, alla preparazione di documenti relativi alla questione di Lamennais e alle encicliche Mirari vos e Singulari nos.
Gregorio XVI lo creò cardinale il 23 giugno 1834. Il 17 febbraio 1835 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice.
Il 25 gennaio 1836 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 3 febbraio giurò come cardinale inquisitore.
Negli anni successivi fu membro di numerose congregazioni e nel 1841 divenne prefetto della Congregazione del Concilio. Continuò inoltre a intervenire nelle questioni dottrinali sottoposte all'Indice, partecipando alla politica culturale del pontificato gregoriano.
Morì a Roma il 23 aprile 1847.
Nei primi anni della Restaurazione Polidori frequentò ambienti orientati a un rinnovamento pastorale e amministrativo; nella maturità aderì tuttavia pienamente alla linea dottrinale di Gregorio XVI, partecipando alla condanna del cattolicesimo liberale e dell'indifferentismo. Il suo profilo maturo può pertanto essere ricondotto agli ambienti più intransigenti e conservatori della Curia romana.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 451-453.
- Roberto Regoli, Polidori, Paolo, in DBI, vol. 84 (2015).
- MORONI, vol. LIV (1852), pp. 29-30.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1205-1214.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]