Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Alessandro Mattei (Roma, 20 febbraio 1744 - Roma, 20 aprile 1820) è stato un cardinale e arcivescovo, membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio.
Appartenente all'aristocratica famiglia romana dei duchi di Giove, era figlio di Girolamo Mattei e Caterina Altieri. Ordinato sacerdote il 27 febbraio 1768, conseguì nello stesso anno il dottorato in utroque iure alla Sapienza. Dopo diversi incarichi curiali, il 17 febbraio 1777 fu nominato arcivescovo di Ferrara.
Pio VI lo creò cardinale in pectore il 12 luglio 1779, pubblicandone la nomina il 22 maggio 1782. Il 10 giugno 1782 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice, oltre che delle Congregazioni dei Riti, della Fabbrica di San Pietro e della Disciplina Regolare.
Negli anni della Rivoluzione francese assunse posizioni nettamente contrarie alla politica rivoluzionaria. Soccorse ecclesiastici francesi emigrati e si oppose al giuramento civile imposto nella Repubblica Cisalpina. Nell'agosto 1796 fu arrestato dalle autorità francesi e detenuto a Brescia e Milano. In seguito fu incaricato di trattare con Napoleone e il 19 febbraio 1797 sottoscrisse, come plenipotenziario pontificio, il trattato di Tolentino.
Partecipò al conclave di Venezia del 1799-1800, nel quale fu tra i principali candidati alla successione di Pio VI. Nel 1800 divenne cardinale vescovo di Palestrina, mantenendo fino al 1807 l'amministrazione dell'arcidiocesi di Ferrara.
Il 29 ottobre 1804 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 14 novembre successivo giurò come cardinale inquisitore.
Il 18 luglio 1808 presiedette una sessione della Congregazione dell'Indice sottoscrivendo il relativo decreto come pro-praefectus, in quanto membro più anziano in assenza del prefetto Lorenzo Litta. Anche nel febbraio 1815 presiedette una riunione dell'Indice. Non risulta tuttavia documentata una sua formale nomina a prefetto della Congregazione.
Nel 1809 passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina. Espulso da Roma dalle autorità napoleoniche, fu relegato in Francia. Nel 1810 rifiutò di partecipare alle nozze religiose di Napoleone con Maria Luisa d'Asburgo e fu per questo incluso tra i cosiddetti «cardinali neri». Rimase in esilio fino alla caduta dell'Impero.
Rientrato a Roma nel 1814, il 20 maggio fu nominato pro-datario. Entrò inoltre nella Congregazione della Riforma e nella Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Il 26 settembre 1814 divenne cardinale vescovo di Ostia e Velletri e decano del Sacro Collegio. Nel 1815 fu nominato prefetto della Congregazione Cerimoniale e nel 1817 prefetto della Fabbrica di San Pietro.
Morì a Roma il 20 aprile 1820.
Bibliografia
- Werther Angelini, Per una biografia spirituale del cardinale A. Mattei, plenipotenziario pontificio per il trattato di Tolentino, in "Quaderni del bicentenario", 3, 1997, pp. 75-92.
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, in part. pp. 419-422.
- Renato Sansa, Mattei, Alessandro, in DBI, vol. 72 (2008).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 964-967.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]