Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Paolo Luigi Silva (?- 1801) è stato un prelato, assessore della Congregazione del Sant'Uffizio, creato cardinale in pectore ma mai pubblicato.
Appartenente a una famiglia comitale milanese, era figlio di Anton Maria Silva. Laureato in utroque iure, fu uditore del nunzio apostolico in Polonia Antonio Eugenio Visconti fino al 1767. Prelato domestico dal 1760, fu successivamente protonotario apostolico, referendario delle Segnature, giudice della Fabbrica di San Pietro e luogotenente civile del Vicariato. Nel 1775 fu nominato consultore delle Congregazioni del Concilio e dell'Immunità ecclesiastica; fu inoltre chierico della Camera Apostolica.
L'11 dicembre 1780 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio, succedendo a Paolo Francesco Antamori, elevato nello stesso giorno al cardinalato. Silva assunse formalmente l'ufficio mediante giuramento il 20 dicembre seguente e lo mantenne per oltre vent'anni.
Il suo lungo assessorato coincise con una fase particolarmente difficile nella storia dell'Inquisizione romana. Durante la Repubblica romana del 1798-1799 e l'occupazione francese rimase nel palazzo del Sant'Uffizio, mentre il tribunale veniva soppresso e i suoi beni sequestrati. In esecuzione di una decisione della Congregazione, alla vigilia dell'occupazione furono distrutte numerose carte processuali degli ultimi decenni. In una relazione del 3 maggio 1800 Silva ricostruì le vicende del tribunale durante la fase rivoluzionaria, riferendo anche delle pressioni subite, delle dispersioni documentarie e dei danni arrecati al patrimonio del Sant'Uffizio.
Il 23 febbraio 1801 Pio VII lo creò cardinale in pectore. La creazione non fu tuttavia mai pubblicata, poiché Silva morì prima che il suo nome fosse reso noto.
Bibliografia
- MORONI, vol. LXI (1853), pp. 229-230.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1175-1176.
- Christoph Weber, Die päpstlichen Referendare 1566-1809. Chronologie und Prosopographie, Hiersemann, Stuttgart 2003-2004, vol. III, p. 903.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]