Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Paolo Francesco Antamori (Roma, 14 novembre 1712 - Orvieto, 4 dicembre 1795) è stato un cardinale, precedentemente assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e consultore della Congregazione dell'Indice.
Appartenente a una famiglia patrizia romana originaria delle Marche, era figlio dell'avvocato concistoriale Tommaso Antamori e di Elena Belloni. Conseguì il dottorato in utroque iure alla Sapienza di Roma il 26 settembre 1737 ed entrò nello stato ecclesiastico nel 1740. Coadiutore del padre nel rettorato della Sapienza, fu poi avvocato concistoriale e dal 12 dicembre 1751 referendario delle Segnature. Dopo avere ricoperto diversi incarichi nella Curia romana, nel 1760 divenne rettore della Sapienza, ufficio che mantenne fino al 1780.
Il 24 aprile 1775 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio, succedendo a Leonardo Antonelli. La documentazione inquisitoriale attesta anche l'organizzazione della sua famiglia d'ufficio, composta da segretario, uditore, amanuense e altri collaboratori. Il 21 agosto 1775 fu inoltre nominato consultore della Congregazione dell'Indice. Ricevette il suddiaconato il 10 giugno 1775 e il diaconato il 1° giugno 1776.
Papa Pio VI lo creò cardinale nel concistoro dell'11 dicembre 1780, nominendolo nello stesso giorno vescovo di Orvieto. Consacrato vescovo l'11 febbraio 1781, il 2 aprile seguente ricevette il titolo dei Santi Bonifacio e Alessio. Resse la diocesi di Orvieto fino alla morte, avvenuta nel 1795.
Bibliografia
- Remigius Ritzler, Pirminus Sefrin, Hierarchia Catholica medii et recentioris aevi, sive Summorum Pontificum, S.R.E. Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum series e documentis tabularii praesertim Vaticani collecta, digesta, edita. Volumen sextum: A pontificatu Clementis PP. XII (1730) usque ad pontificatum Pii PP. VI (1799), Typis et Sumptibus Domus Editorialis «Il Messaggero di S. Antonio», Patavii 1958, pp. 23, 426.
- MORONI, vol. II (1840), p. 161.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I pp. 41-42.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]