Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Paolo Grillando, noto anche come Paolo Grillandi, Ghirlandi o Grillandus (fine sec. XV - prima metà sec. XVI), è stato un giurista e giudice criminale, autore di uno dei più influenti trattati cinquecenteschi sull'eresia, la stregoneria e la procedura penale.
Cenni biografici
Le notizie sulla sua vita sono scarse e frammentarie. Originario probabilmente di Castiglione, località variamente identificata con Castiglion Fiorentino, in Toscana, o con Castiglione a Casauria, in Abruzzo, esercitò nella prima metà del Cinquecento funzioni giudiziarie a Roma e a Pisa. La sua attività è documentata soprattutto attraverso i riferimenti autobiografici contenuti nelle sue opere, nelle quali ricorda procedimenti penali e casi di presunta stregoneria di cui ebbe conoscenza diretta.
Giurista esperto di diritto criminale, fu attivo nell'ambiente giudiziario pontificio anteriormente all'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio nel 1542. La sua esperienza nei tribunali contribuì alla formazione di una concezione particolarmente rigorosa della repressione dell'eresia e della stregoneria, considerate manifestazioni di una medesima minaccia contro l'ordine religioso e sociale.
Verso il 1525 compose un ampio trattato dedicato ai delitti di eresia e sortilegio, alla tortura giudiziaria e alla liberazione dei detenuti. L'opera, conosciuta soprattutto con il titolo di Tractatus de hereticis et sortilegiis, fu pubblicata a Lione nel 1536 e conobbe numerose successive edizioni.
Il testo era dedicato all'arcivescovo di Chieti Felice Trofino, mentre un'altra epistola dedicatoria si rivolgeva a Gregorio Gozzi, vescovo di Fano e governatore di Bologna. Grillando sottolineava la gravità della diffusione delle pratiche magiche, denunciando in particolare il coinvolgimento di esponenti del clero, ai quali attribuiva un ruolo non marginale nella propagazione delle superstizioni.
Il Tractatus de hereticis et sortilegiis
Il trattato è articolato in cinque parti, dedicate rispettivamente all'eresia, ai sortilegi, ai rapporti carnali illeciti, alla tortura e alla liberazione dei carcerati. La sezione sulla stregoneria, De sortilegiis, è quella che godette di maggiore fortuna.
Grillando sosteneva la realtà dei malefici e dell'intervento diabolico nelle pratiche attribuite alle streghe. Affrontava questioni quali il patto con il demonio, i convegni notturni, il volo delle streghe, la preparazione di sostanze malefiche e i rapporti sessuali con gli spiriti maligni. Particolare attenzione era riservata al problema della distinzione tra fenomeni reali e illusioni prodotte dal demonio.
A proposito del volo notturno, inizialmente aveva condiviso l'interpretazione secondo cui le streghe sarebbero state vittime di illusioni. Successivamente, sulla base delle testimonianze raccolte e della propria esperienza giudiziaria, dichiarò di essersi convinto della realtà del trasporto corporeo, discostandosi così dalla tradizione interpretativa più scettica riconducibile al Canon Episcopi.
Sul piano processuale il trattato esaminava il valore degli indizi, le condizioni per il ricorso alla tortura e le modalità di acquisizione delle confessioni. Grillando considerava la tortura uno strumento legittimo di ricerca della verità, pur collocandola entro il sistema delle regole del diritto criminale dell'epoca.
L'autore attribuiva particolare gravità ai casi di ecclesiastici coinvolti in pratiche magiche e sacrileghe. La presenza di sacerdoti tra gli accusati costituiva ai suoi occhi una conferma della pericolosità della stregoneria e della sua capacità di penetrare anche negli ambienti religiosi.
L'opera risentiva del clima culturale che aveva alimentato i processi per stregoneria del primo Cinquecento, tra i quali quelli celebrati a Mirandola nel 1522-1523, successivamente illustrati da Gianfrancesco Pico della Mirandola nella Strix.
Il trattato ebbe larga circolazione europea. Dopo l'edizione lionese del 1536 fu ristampato nel 1545 e nel 1547; nel 1581 ne apparve a Roma un'edizione parziale, mentre nel 1592 una sua sezione venne pubblicata a Francoforte insieme al De lamiis di Giovanni Francesco Ponzinibio. Nel 1584 il testo era stato incluso nei Tractatus universi iuris e dal 1615 fu riproposto in raccolte demonologiche associate al Malleus maleficarum.
La sua influenza si estese alla trattatistica successiva, tra cui il Compendium maleficarum di Francesco Maria Guazzo (1608). Il Tractatus costituisce una testimonianza significativa della progressiva elaborazione di una cultura giuridica e demonologica che contribuì a legittimare la persecuzione della stregoneria, prima che l'Inquisizione romana sviluppasse orientamenti più prudenti in questa materia.
Opere
- Tractatus de hereticis et sortilegiis […]. Item de questionibus et tortura ac de relaxatione carceratorum, apud Iacobum Giuncti, Lugduni 1536 (stampato da Benedictus Boninus; ristampe 1545 e 1547).
- Tractatus de hereticis et sortilegiis, Roma 1581 (edizione parziale).
- De sortilegiis, Francoforte 1592 (in raccolta con il De lamiis di Giovanni Francesco Ponzinibio).
Bibliografia
- Bibliotheca lamiarum. Documenti e immagini della stregoneria dal Medioevo all'età moderna, Pacini, Ospedaletto (Pisa) 1994.
- Giuseppe Bonomo, Caccia alle streghe. La credenza nelle streghe dal secolo XIII al XIX con particolare riferimento all'Italia, Palumbo, Palermo 1959.
- Andrea Errera, Processus in causa fidei. L'evoluzione dei manuali inquisitoriali nei secoli XVI-XVIII e il manuale inedito di un inquisitore perugino, Monduzzi, Bologna 2000.
- Andrea Errera, Giuristi e Inquisizione tra Medioevo ed Età moderna: spunti per una ricerca, in «Annaeus», 7, 2014, pp. 45-70.
- Germana Ernst, Grillando, Paolo, in DSI, vol. II, pp. 734-735.
- Henry Charles Lea, Materials Toward a History of Witchcraft, a cura di Arthur C. Howland, 3 voll., University of Pennsylvania Press, Philadelphia 1939.
- Rita Voltmer, Debating the Devil's Clergy. Demonology and the Media in Dialogue with Trials (14th to 17th Century), in «Religions», 10/12, 2019, art. 648.
Voci correlate
- Canon Episcopi
- Gianfrancesco Pico della Mirandola
- Giovanni Francesco Ponzinibio
- Processo alle streghe di Mirandola (1522-1525)
Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]