Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Il Canon Episcopi è un testo di diritto canonico altomedievale che attribuisce a un inganno del demonio le cavalcate notturne al seguito di Diana. Prende nome dall’appello iniziale ai vescovi ed è attestato per la prima volta nei Libri duo de synodalibus causis, il manuale compilato da Reginone di Prüm intorno al 906 per le visite diocesane. L’attribuzione al concilio di Ancira (314) è spuria.
Il canone prescriveva di espellere dalle parrocchie quanti praticavano sortilegi e malefici. Si soffermava poi sulle donne che dicevano di attraversare vaste regioni in groppa ad animali, agli ordini di Diana. Il demonio, secondo l’autore, le ingannava nel sonno, inducendole a credere di aver compiuto il viaggio col corpo. I sacerdoti dovevano ammonire anche chi, prestando fede a quei racconti, riconosceva a Diana un potere divino1.
All’inizio dell’XI secolo Burcardo di Worms accolse il canone nel suo Decretum, affiancando a Diana il nome di Erodiade. Nel penitenziale della stessa raccolta (XIX, 5) il confessore doveva chiedere al penitente se avesse condiviso quella credenza. Il testo passò nelle raccolte di Ivo di Chartres e, verso la metà del XII secolo, nel Decretum di Graziano (C. 26, q. 5, c. 12).
Dal Quattrocento si discusse se il canone si applicasse anche a chi confessava di essersi recato al sabba. Nel Malleus maleficarum Heinrich Krämer sostenne che il demonio avesse anche il potere di trasportare fisicamente le streghe. Il giurista piacentino Giovanni Francesco Ponzinibio, nel De lamiis (1511), invocò invece il canone per negare che simili confessioni bastassero a provare la partecipazione al sabba. Nel 1525 gli replicò il domenicano Bartolomeo Spina, difendendo la realtà dei convegni e l’operato degli inquisitori2.
Fonti
- Reginone di Prüm, Sendhandbuch (Libri duo de synodalibus causis), a cura di Wilfried Hartmann, Harrassowitz, Wiesbaden 2023 (MGH, Collectiones canonum, I/2), libro II, cap. 371, pp. 610-613 (testo latino e traduzione tedesca).
- Graziano, Decretum magistri Gratiani, C. 26, q. 5, c. 12, in Corpus iuris canonici, a cura di Emil Friedberg, vol. I, Bernhard Tauchnitz, Leipzig 1879, coll. 1030-1031.
Bibliografia
- Greta Austin, The Bishop, ‘Magic’ and Women: Episcopal Visitation of the Diocese, Laywomen and the Supernatural, and Clerical Authority in the Central Middle Ages, in «Gender & History», 37/1, 2025, pp. 5-18.
- Matteo Duni, La caccia alle streghe e i dubbi di un giurista: il De lamiis et excellentia utriusque iuris di Giovanfrancesco Ponzinibio (1511), in La centralità del dubbio. Un progetto di Antonio Rotondò, a cura di Camilla Hermanin e Luisa Simonutti, vol. I, Olschki, Firenze 2011, pp. 3-26.
- Chris Halsted, “They Ride on the Backs of Certain Beasts”: The Night Rides, the Canon Episcopi, and Regino of Prüm’s Historical Method, in «Magic, Ritual, and Witchcraft», 15/3, 2020, pp. 361-385.
- Martine Ostorero, Canon Episcopi, in DSI, vol. I, pp. 256-257.
Voci correlate
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]