Canali, Nicola

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicola Canali (Rieti, 6 giugno 1874 – Città del Vaticano, 3 agosto 1961) è stato un cardinale e alto funzionario della Curia romana, consultore della Congregazione del Sant'Uffizio dal 1908 e assessore del dicastero dal 1926 al 1935.

Apparteneva a una famiglia nobile di Rieti, legata da rapporti di parentela e frequentazione alla famiglia Pecci di Leone XIII. Compiuti i primi studi, entrò nel Collegio Capranica di Roma. Frequentò la Pontificia Università Gregoriana, dove conseguì i dottorati in filosofia e teologia, e il Pontificio Seminario Romano di Sant'Apollinare, presso il quale ottenne il dottorato in utroque iure.

Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1900. Completò quindi la preparazione diplomatica nella Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici, della quale era presidente Rafael Merry del Val. Il rapporto con Merry del Val, destinato a diventare segretario di Stato di Pio X e poi cardinale segretario del Sant'Uffizio, ebbe un'importanza decisiva per tutta la carriera di Canali.

Nel 1903 entrò nella Segreteria di Stato come minutante e il 21 marzo 1908 fu nominato sostituto, incarico mantenuto fino al 1914. Il 23 aprile 1908 ricevette inoltre la nomina a consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 30 aprile. Entrò così nel dicastero durante la fase culminante della repressione del modernismo e negli anni in cui Merry del Val, dalla Segreteria di Stato, esercitava una notevole influenza sull'indirizzo ecclesiastico del pontificato.

Nel settembre 1914 fu nominato segretario della Congregazione del Cerimoniale. In questa funzione ebbe un ruolo nell'organizzazione delle cerimonie pontificie e nella preparazione dell'anno santo del 1925. Conservò contemporaneamente l'incarico di consultore del Sant'Uffizio.

Il 26 giugno 1926 Pio XI lo nominò assessore della Congregazione del Sant'Uffizio, con comunicazione pubblica della nomina il giorno seguente. Succedeva a Carlo Perosi e tornava a lavorare direttamente alle dipendenze di Merry del Val, divenuto segretario del dicastero nel 1914. Canali mantenne l'assessorato per nove anni, occupandosi del coordinamento delle cause dottrinali e disciplinari, della preparazione delle congregazioni e dell'esecuzione delle deliberazioni approvate dal pontefice.

La sua formazione, il legame con Merry del Val, la partecipazione agli organismi della repressione antimodernista e la lunga permanenza nel Sant'Uffizio permettono di collocarlo nell'area intransigente e antimodernista della Curia romana. Il suo profilo, tuttavia, fu soprattutto quello di un amministratore curiale, caratterizzato dalla fedeltà alle strutture centrali della Santa Sede più che dalla produzione di autonome elaborazioni dottrinali.

Nel concistoro del 16 dicembre 1935 Pio XI lo creò cardinale diacono di San Nicola in Carcere. La promozione al cardinalato pose termine al suo ufficio di assessore del Sant'Uffizio. Partecipò al conclave del 1939, che elesse Pio XII, e il 20 marzo dello stesso anno fu nominato primo presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

Il 15 ottobre 1941 divenne penitenziere maggiore. Nel 1949 fu nominato gran maestro dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e nel 1951 pro-presidente dell'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica. Prese parte anche al conclave del 1958. In qualità di cardinale protodiacono annunciò dalla loggia della basilica di San Pietro l'elezione di Giovanni XXIII e il 4 novembre 1958 ne celebrò l'incoronazione.

Morì nella Città del Vaticano il 3 agosto 1961. Non avendo mai ricevuto la consacrazione episcopale, rimase fino alla morte cardinale diacono.

Bibliografia

  • Acta Apostolicae Sedis, 6 (1914), p. 525.
  • Analecta ecclesiastica, 16 (1908), pp. 173 e 219.
  • Lorenzo Bedeschi, La Curia romana durante la crisi modernista. Episodi e metodi di governo, Guanda, Parma 1968, in part. p. 89.
  • Karl Hausberger, Das päpstliche Rom um 1910. Erinnerungen des Regensburger Kirchenhistorikers Joseph Schmidlin, in Hubert Wolf, Claus Arnold (a cura di), Die Römischen Kongregationen und das Archiv des Heiligen Offiziums, Ferdinand Schöningh, Paderborn 2000, pp. 145-199, in particolare pp. 192-193.
  • Giuseppe Penaglia, Il Sommo Pontefice Pio XII e il cardinale Nicola Canali per l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Milano 1963.
  • Herman H. Schwedt, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation, 1814-1917, vol. I, Ferdinand Schöningh, Paderborn 2005, pp. 249-250.
  • Christoph Weber, Kardinäle und Prälaten in den letzten Jahrzehnten des Kirchenstaates. Elite-Rekrutierung, Karriere-Muster und soziale Zusammensetzung der kurialen Führungsschicht zur Zeit Pius' IX. (1846-1878), Anton Hiersemann, Stuttgart 1978, p. 777.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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