Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Valenti Gonzaga (Revere, 15 ottobre 1725 – Roma, 29 dicembre 1808) è stato un diplomatico pontificio e cardinale, membro delle congregazioni del Sant'Uffizio e dell'Indice.
Figlio del marchese Odoardo Valenti Gonzaga e di Francesca Castelbarco, apparteneva al patriziato mantovano ed era nipote del cardinale Silvio Valenti Gonzaga. Studiò diritto alla Sapienza di Roma, conseguendo il dottorato in utroque iure il 24 agosto 1751. Nello stesso anno entrò nella prelatura romana come prelato domestico; nel 1759 divenne chierico della Camera Apostolica e prelato della Congregazione dell'Immunità.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1764, pochi giorni dopo, il 9 luglio, fu nominato arcivescovo titolare di Cesarea. Svolge quindi importanti incarichi diplomatici: fu nunzio apostolico in Svizzera dal 1764 e, dal 1773, nunzio in Spagna.
Pio VI lo creò cardinale in pectore il 15 aprile 1776, rendendone pubblica la nomina il 20 maggio successivo. Nel 1778 gli fu assegnato il titolo di Sant'Agnese fuori le mura e fu nominato legato apostolico a Ravenna. Nello stesso anno divenne prefetto della Congregazione dell'Economia.
Almeno dal 1788 risulta membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Nel 1790 fece parte della congregazione particolare istituita per esaminare il sinodo di Pistoia, uno dei principali momenti del confronto della Curia romana con le istanze ecclesiologiche e riformatrici di matrice giansenista. Il 2 aprile 1791 fu inoltre nominato membro della Congregazione dell'Indice. Nel 1793 divenne prefetto della Congregazione dell'Immunità e nel 1795 cardinale vescovo di Albano; nello stesso anno entrò anche nella Congregazione delle Acque.
Negli ultimi anni della sua vita continuò a essere attivo negli organismi della Curia. La documentazione del Sant'Uffizio attesta ancora nel 1801 l'ingresso mediante giuramento di Francesco Luigi Fontana come suo teologo e di Luigi Massajoli come suo uditore. Nel 1802 divenne cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina e Civitavecchia.
Morì a Roma il 29 dicembre 1808.
Bibliografia
- Giacomo C. Bascapè, Le relazioni fra l'Italia e la Svizzera nel secolo XVIII. Luigi Valenti Gonzaga nunzio apostolico in Svizzera (1764-1773), Milano 1936.
- MORONI, vol. LXXXVII (1858), pp. 249-250.
- Mario Parenti, Aggiunte al Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari e bibliofili italiani di Carlo Frati, Sansoni, Firenze 1957-1960, vol. 3, p. 217.
- Gérard Pelletier, Rome et la Révolution française. La théologie et la politique du Saint-Siège devant la Révolution française (1789-1799), École française de Rome, Roma 2004, p. 630.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1277-1278.
- Pietro Stella (a cura di), Il giansenismo in Italia. Collezione di documenti, PAS-Verlag, Zürich 1966-1974, vol. II, pp. LXXIX ss.
- Christoph Weber (a cura di), Die päpstlichen Referendare 1566-1809. Chronologie und Prosopographie, Hiersemann, Stuttgart 2003-2004, vol. III, p. 959.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]