Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Silvio Valenti Gonzaga (Mantova, 1° marzo 1690 - Viterbo, 28 agosto 1756) è stato un cardinale, segretario di Stato di Benedetto XIV, consultore e successivamente membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia mantovana, era figlio del marchese Carlo Valenti Gonzaga e di Barbara Andreasi. Suo nipote Luigi Valenti Gonzaga sarebbe stato a sua volta cardinale. Studiò presso i gesuiti nel Collegio dei nobili di Parma e conseguì la laurea in utroque iure a Ferrara il 27 settembre 1710. Trasferitosi a Roma, proseguì la propria formazione, entrando in rapporto con Celestino Galiani, che contribuì a orientarne gli interessi scientifici e culturali.
Il 13 giugno 1724 fu nominato referendario delle Segnature e prelato domestico; il 17 giugno ottenne l'archimandritato di S. Salvatore a Messina. Rimase lontano da Roma fino al 1730. La sua carriera beneficiò della protezione del cardinale Lorenzo Corsini, divenuto papa con il nome di Clemente XII.
Nel 1731 fu nominato arcivescovo titolare di Nicea. Il 18 maggio dello stesso anno fu designato consultore del Sant'Uffizio, incarico per il quale prestò giuramento il 2 agosto. Destinato alla nunziatura nelle Fiandre, mantenne espressamente la funzione di consultore, come documenta una comunicazione del 23 luglio 1731. Durante la missione diplomatica affrontò anche la questione della Chiesa di Utrecht e dei suoi rapporti con Roma.
Successivamente destinato alla nunziatura di Spagna, poté assumere le proprie funzioni a Madrid soltanto il 17 novembre 1737, dopo ritardi dovuti alle tensioni politiche e diplomatiche tra la monarchia spagnola e la Santa Sede. Il 19 dicembre 1738 Clemente XII lo creò cardinale. Il 30 settembre 1739 fu nominato legato pontificio a Bologna.
Il 18 agosto 1740 Benedetto XIV lo nominò segretario di Stato. Il 26 agosto prestò il giuramento presso il Sant'Uffizio connesso a tale incarico: questa data va distinta da quella della sua successiva ammissione alla Congregazione come cardinale. Il 16 settembre 1740 ricevette il titolo di S. Prisca e il giorno seguente fu nominato membro della Congregazione dell'Indice.
La nomina a cardinale inquisitore risale al 23 settembre 1743; prestò giuramento il 25 settembre. Riunì così l'esperienza maturata come consultore del Sant'Uffizio e diplomatico alla partecipazione ai vertici delle congregazioni preposte alla difesa dell'ortodossia e al controllo della stampa.
Come segretario di Stato fu uno dei principali collaboratori di Benedetto XIV e partecipò alla politica concordataria del pontificato. Nel 1741 presiedette la commissione per la riforma del breviario, alla quale partecipò anche Ludovico Antonio Muratori; nel 1748 si adoperò per sottrarre quest'ultimo al rischio di un processo inquisitoriale. Coltivò inoltre interessi scientifici e artistici, distinguendosi come collezionista e promotore della cultura.
Il 5 marzo 1747 fu nominato prefetto della Congregazione di Propaganda Fide. Il 9 aprile 1753 divenne vescovo suburbicario di Sabina. Morì a Viterbo il 28 agosto 1756.
Bibliografia
- David Armando, Valenti Gonzaga, Silvio, in DBI, vol. 97 (2020).
- Stefania Cormio, Il cardinale Silvio Valenti Gonzaga promotore e protettore delle scienze e delle belle arti, in "Bollettino d'Arte", 35-36, 1986, pp. 49-66.
- MORONI, vol. LXXXVII (1857), pp. 246-248.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 1278-1280.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]