Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Traglia (Albano Laziale, 3 aprile 1895 - Roma, 22 novembre 1977) è stato un cardinale, vicegerente e vicario generale della diocesi di Roma; fu consultore e successivamente cardinale membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Formatosi presso l'Almo Collegio Capranica, conseguì le lauree in filosofia e teologia alla Pontificia Università Gregoriana e in utroque iure presso Sant'Apollinare. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1917. Insegnò filosofia morale, sociologia, teologia fondamentale e dogmatica e prestò servizio presso le Congregazioni dei Seminari e delle Università, de Propaganda Fide e dei Riti.
Il 21 dicembre 1936 fu nominato arcivescovo titolare di Cesarea di Palestina e vicegerente di Roma. Poche settimane dopo, il 15 gennaio 1937, Pio XI lo nominò consultore della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. Il rapporto di Traglia con la Suprema precedette dunque di oltre vent'anni la sua elevazione al cardinalato.
La sua attività si concentrò soprattutto sul governo pastorale della diocesi di Roma. Durante la seconda guerra mondiale fu particolarmente attivo nell'assistenza alla popolazione e al clero; nel dopoguerra promosse la riorganizzazione della catechesi diocesana e partecipò alla preparazione del sinodo romano voluto da Giovanni XXIII.
Giovanni XXIII lo creò cardinale nel concistoro del 28 marzo 1960, assegnandogli il titolo di Sant'Andrea della Valle e nominandolo contemporaneamente pro-vicario generale della diocesi di Roma. Nel 1961 entrò nella Commissione centrale preparatoria del Concilio Vaticano II e partecipò successivamente a tutte le sessioni conciliari.
Il 4 novembre 1964 Paolo VI lo nominò, insieme ai cardinali Albert Gregory Meyer e Joseph-Charles Lefebvre, membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. Rimase membro della Congregazione fino alla riforma del dicastero del 7 dicembre 1965.
La sua lunga collaborazione con la Suprema non sembra tuttavia autorizzare una qualificazione di Traglia come esponente dell'intransigenza dottrinale. La sua formazione e la sua spiritualità furono certamente tradizionali, con una forte attenzione alla disciplina ecclesiastica, alla catechesi e alla pietà mariana, ma il suo profilo fu soprattutto pastorale e di governo. Le fonti biografiche mettono in evidenza la prudenza, la capacità di mediazione e l'attenzione all'organizzazione della diocesi più che un'attività di particolare rilievo nelle campagne dottrinali del Sant'Uffizio.
Nel 1964 Paolo VI lo nominò inoltre pro-presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il 30 marzo 1965, dopo la morte del cardinale Clemente Micara, divenne cardinale vicario di Roma. Negli anni successivi promosse la riorganizzazione territoriale e pastorale della diocesi secondo le indicazioni del Concilio, istituendo tra l'altro il consiglio presbiterale e il consiglio pastorale diocesano.
Lasciato il Vicariato nel 1968, fu cancelliere di Santa Romana Chiesa fino alla soppressione dell'ufficio nel 1973. Nel 1974 divenne decano del Collegio cardinalizio. Morì a Roma il 22 novembre 1977.
Bibliografia
- AAS, 29 (1937), p. 63.
- AAS, 56 (1964), p. 1039.
- Luigi De Magistris, Card. Luigi Traglia, in La Pontificia Università Lateranense. Profilo della sua storia, dei suoi maestri e dei suoi discepoli, Libreria Editrice della Pontificia Università Lateranense, Roma 1963, pp. 448-449.
- Il cardinale Luigi Traglia, pro vicario generale di Sua Santità, in "Rivista diocesana di Roma", 1, 1960, nn. 3-4, pp. 128-140.
- Andrea Riccardi, Roma «città sacra»? Dalla Conciliazione all'operazione Sturzo, Vita e Pensiero, Milano 1979.
- Domenico Rocciolo, Traglia, Luigi, in DBI, vol. 96 (2019).
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]