Bilio, Luigi Maria

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Maria Bilio (Alessandria, 25 marzo 1826 – Roma, 30 gennaio 1884), al secolo Tommaso Francesco, è stato un religioso barnabita e cardinale, segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, precedentemente consultore e membro della stessa Congregazione, nonché consultore e membro della Congregazione dell'Indice.

Di modeste origini, entrò tra i barnabiti a Genova nel 1840. Studiò filosofia ad Arpino e teologia a Roma e fu ordinato sacerdote a Vercelli nel 1849. Insegnò nei collegi dell'ordine a Parma e Napoli e, dal 1857, a Roma.

Il 1° marzo 1864 fu nominato consultore del Sant'Uffizio e prestò giuramento il 9 marzo. L'8 agosto 1865 divenne anche consultore della Congregazione dell'Indice. La sua attività di censore si rivolse, tra l'altro, agli scritti di Charles de Montalembert, François Huet e Jean-Baptiste Bordas-Demoulin. Nel gennaio 1864 aveva formulato un ampio giudizio sui discorsi pronunciati da Montalembert al congresso cattolico di Malines del 1863, nei quali erano sostenute le libertà moderne e una diversa impostazione dei rapporti tra Chiesa e Stato.

Ebbe un ruolo centrale nella redazione definitiva del Sillabo, pubblicato nel dicembre 1864. La difesa dei principi tradizionali si accompagnava tuttavia alla disponibilità a temperarne le applicazioni: prima della pubblicazione fece eliminare due proposizioni riguardanti la rivoluzione italiana e il regime costituzionale.

Pio IX lo creò cardinale il 22 giugno 1866. Il 25 giugno fu nominato membro della Congregazione dell'Indice e il 5 novembre entrò nel Sant'Uffizio come cardinale inquisitore, prestando giuramento nel corso dello stesso anno. Il 12 luglio 1867 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie.

Durante la preparazione del Vaticano I presiedette la commissione teologico-dogmatica; nel concilio fece parte della presidenza e guidò la deputazione della fede. Pur sostenendo l'autorità pontificia, cercò una mediazione con la minoranza e una formulazione circoscritta dell'infallibilità. La sua posizione suscitò tensioni con gli infallibilisti più risoluti e con lo stesso Pio IX.

Il 22 dicembre 1873 divenne vescovo suburbicario di Sabina. Fu nominato prefetto della Congregazione dei Riti il 20 dicembre 1876 e penitenziere maggiore il 18 ottobre 1877. Partecipò al conclave del 1878, nel quale ricevette alcuni voti, e continuò a collaborare con Leone XIII.

Il 25 gennaio 1883 fu nominato segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, succedendo ad Anton Maria Panebianco. Rimase in carica fino alla morte, avvenuta a Roma il 30 gennaio 1884.

Bibliografia

  • Giacomo Martina, Bilio, Luigi Maria, in DBI, vol. 10 (1968), pp. 461-463.
  • Giacomo Martina, Verso il Sillabo. Il parere del barnabita Bilio sul discorso di Montalembert a Malines nell'agosto 1863, in «Archivum Historiae Pontificiae», 36, 1998, pp. 137-181.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Ferdinand Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 175-179.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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