Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Anton Maria Panebianco, al secolo Niccolò (Terranova di Sicilia, oggi Gela, 13 agosto 1808 - Roma, 21 novembre 1885), è stato un religioso francescano e cardinale, consultore, poi membro e infine segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio di Gaetano e di Santa Solito, nacque in una famiglia agiata. Il 2 luglio 1823 vestì l'abito dei frati minori conventuali nel convento di Terranova e nel 1829 pronunciò la professione religiosa. Il 14 giugno 1834 iniziò un ulteriore periodo di studi nel Collegio di San Bonaventura a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia il 31 luglio 1836. Insegnò successivamente teologia nel collegio dell'ordine e nel seminario vescovile di Catania.
Il 29 aprile 1846 divenne guardiano del convento di Terranova. Il 9 giugno 1851 fu nominato assistente generale dell'ordine a Roma e il 12 maggio 1852 ministro provinciale della provincia siciliana.
Il 16 luglio 1853 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. La nomina venne comunicata alla Congregazione il 19 agosto. Gli fu consentito di completare la visita ai conventi nel Regno delle Due Sicilie prima di assumere stabilmente l'incarico; il giuramento è registrato senza data.
Il 14 febbraio 1856 entrò nell'Accademia di Religione Cattolica. Nel settembre-ottobre 1858 accompagnò Antonino De Luca in una missione in Transilvania relativa ai cattolici di rito orientale. Fu inoltre consultore della Congregazione dei Riti e, dal 28 aprile 1859, degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
L'attività al Sant'Uffizio comprese l'esame di pubblicazioni contemporanee. Il 25 novembre 1860 redasse un voto su Pape et Empereur di Jean-Mamert Cayla, opera dedicata ai rapporti tra il papato e il potere imperiale francese.
Pio IX lo creò cardinale il 27 settembre 1861. Il 30 settembre fu nominato membro delle congregazioni dei Riti, degli Affari Ecclesiastici Straordinari, delle Indulgenze e del Sant'Uffizio. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 20 novembre seguente. Ricevette inizialmente il titolo di San Girolamo degli Schiavoni, passando nello stesso anno a quello dei Santi XII Apostoli.
Nel gennaio 1862 entrò nelle congregazioni di Propaganda Fide e di Propaganda Fide per gli Affari del Rito Orientale. Il 23 aprile 1863 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie. Il 17 gennaio 1867 fu nominato penitenziere maggiore, incarico dal quale si dimise il 15 ottobre 1877. Partecipò inoltre alla commissione centrale preparatoria del Concilio Vaticano I.
Il 25 novembre 1881 lo nominò segretario della Congregazione del Sant'Uffizio. Il 25 gennaio 1883 il pontefice ne accettò le dimissioni, motivate dalle precarie condizioni di salute; Panebianco rimase tuttavia membro della Congregazione.
Morì a Roma il 21 novembre 1885 e fu sepolto al Verano nella tomba dei frati minori conventuali.
Bibliografia
- Remigio Ritzler, I cardinali e i papi dei Frati Minori Conventuali, in «Miscellanea francescana», 71, 1971, pp. 3-77, in particolare pp. 69-70.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II pp. 1113-1116.
- Christoph Weber, Kardinäle und Prälaten in den letzten Jahrzehnten des Kirchenstaates. Elite-Rekrutierung, Karriere-Muster und soziale Zusammensetzung der kurialen Führungsschicht zur Zeit Pius’ IX. (1846-1878), vol. II, Anton Hiersemann, Stuttgart 1978, pp. 498-499.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]