Jacobini, Ludovico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ludovico Jacobini (Genzano, 6 gennaio 1832 - Roma, 28 febbraio 1887), talvolta indicato come Lodovico Jacobini, è stato un cardinale, diplomatico e segretario di Stato, membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Raimondo Jacobini, ricco proprietario terriero legato alla Santa Sede, e di Ottavia Jacobini, apparteneva a una famiglia benestante di Genzano. Era cugino di Angelo Jacobini, anch'egli cardinale.

Dopo una prima formazione ad Albano proseguì gli studi a Roma. Fu ordinato sacerdote il 23 settembre 1854; conseguì il dottorato in teologia alla Sapienza il 20 luglio 1857 e quello in utroque iure il 25 giugno 1858.

Entrato al servizio della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, fu coinvolto nei lavori preparatori del Sillabo di Pio IX. Nel 1859 entrò nell'Accademia di Religione Cattolica; divenne inoltre protonotario apostolico e canonico della basilica di San Giovanni in Laterano.

Il 26 giugno 1862 prestò giuramento come referendario delle Segnature.

Nel 1867 fu chiamato a partecipare alle commissioni politico-ecclesiastica ed ecclesiastico-disciplinare istituite per la preparazione del Concilio Vaticano I, svolgendo nella seconda anche funzioni di segretario. Il 13 marzo 1868 divenne segretario della sezione di Propaganda Fide per gli affari orientali e il 27 aprile entrò nella commissione preparatoria per le questioni relative alle Chiese orientali e alle missioni.

Durante il Concilio Vaticano I svolse funzioni di sottosegretario. In questa fase condivise l'impostazione ultramontana e la dottrina dell'infallibilità pontificia, pur distinguendosi successivamente per atteggiamenti più pragmatici sul terreno diplomatico.

Il 27 marzo 1874 fu nominato arcivescovo titolare di Tessalonica e nunzio apostolico a Vienna. La missione viennese, protrattasi fino al 1880, rappresentò la fase più importante della sua attività diplomatica. Partecipò alle trattative per il superamento del Kulturkampf prussiano e incontrò personalmente Otto von Bismarck, cercando un compromesso tra le richieste della Santa Sede e il governo tedesco.

Nel concistoro del 19 settembre 1879 fu creato cardinale. Continuò ancora per alcuni mesi a seguire da Vienna le trattative con la Prussia, contribuendo al graduale allentamento della legislazione anticattolica.

Il 16 dicembre 1880 Leone XIII lo nominò segretario di Stato, in sostituzione di Lorenzo Nina.

Nello stesso giorno fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 22 dicembre giurò come cardinale inquisitore.

Come segretario di Stato fu uno dei principali collaboratori di Leone XIII nella politica diplomatica della Santa Sede. Il suo margine di autonomia rimase tuttavia limitato dalla tendenza del pontefice a dirigere personalmente le principali questioni internazionali.

Jacobini mantenne un orientamento generalmente moderato e pragmatico. In Germania sostenne il graduale superamento del Kulturkampf e riconobbe l'esigenza di preservare una certa autonomia politica del Zentrum cattolico; in Francia e in Spagna cercò di frenare le componenti cattoliche più rigidamente intransigenti e di favorire atteggiamenti meno conflittuali nei confronti dei rispettivi governi.

Anche nella questione romana mantenne una linea relativamente prudente. Pur continuando a rivendicare i diritti della Santa Sede, cercò di evitare che le tensioni con il Regno d'Italia si trasformassero in una rottura ulteriormente radicale.

Negli anni del suo mandato furono raggiunti importanti accordi diplomatici con Austria-Ungheria, Russia, Portogallo, Montenegro e Svizzera. Un ruolo particolarmente rilevante ebbero le trattative con la Germania, che condussero progressivamente allo smantellamento di gran parte della legislazione del Kulturkampf.

Il 24 novembre 1883 fu nominato anche membro della Congregazione di Propaganda Fide.

Negli ultimi anni fu gravemente limitato dal diabete, che lo costrinse a frequenti periodi di riposo a Genzano. Morì a Roma il 28 febbraio 1887, ancora in carica come segretario di Stato e cardinale inquisitore.

La sua figura rappresenta bene la transizione dalla cultura ecclesiologica intransigente dell'ultimo pontificato di Pio IX alla politica più flessibile e diplomatica dei primi anni di Leone XIII: Jacobini rimase fermamente legato alla centralità dell'autorità pontificia, ma sul piano politico perseguì frequentemente soluzioni pragmatiche.

Bibliografia

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  • Christoph Weber, Kirchliche Politik zwischen Rom, Berlin und Trier 1876-1888. Die Beilegung des preußischen Kulturkampfes, Matthias-Grünewald-Verlag, Mainz 1970.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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