Lottini, Giovanni

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS


Giovanni Lottini (Jolo, presso Prato, 2 luglio 1860 - Roma, 5 gennaio 1951), al secolo Angelo Lottini, è stato un domenicano, teologo, consultore e poi commissario della Congregazione del Sant'Uffizio.

Entrò nel noviziato domenicano di Bibbiena nel 1875 e professò il 9 dicembre 1876. Compì gli studi nei conventi di San Marco a Firenze e di San Domenico a Fiesole e fu ordinato sacerdote il 1° febbraio 1883.

Dopo l'ordinazione insegnò filosofia e fisica a San Domenico di Fiesole e, parallelamente, filosofia nel seminario diocesano fiesolano. Nel 1884 ottenne il titolo di lettore in teologia. Dal 1889 insegnò teologia a Fiesole e nello stesso anno divenne vicario generale della provincia domenicana toscana della Congregazione di San Marco. Nel 1892 fu eletto priore del convento di San Domenico di Fiesole.

La sua formazione e la sua attività didattica si collocarono nel quadro della restaurazione tomistica promossa dalla Chiesa tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. A tale indirizzo appartengono anche le sue principali opere filosofiche e teologiche, nelle quali cercò di presentare in forma didattica e sistematica il pensiero di Tommaso d'Aquino.

Il 16 settembre 1905 fu nominato primo socio del commissario del Sant'Uffizio e consultore della Congregazione. Il 15 novembre dello stesso anno giurò assumendo formalmente entrambi gli incarichi. Il 14 settembre 1906 gli fu conferito il titolo di maestro in teologia.

Come consultore partecipò direttamente all'attività di controllo dottrinale negli anni della crisi modernista. Schwedt documenta, tra l'altro, un suo voto del 1910 relativo a un gruppo di opere di Giovanni Semeria, comprendente Scienza e fede e il loro preteso conflitto, L'eredità del secolo, Idealità buone, Gl'inni della Chiesa, La messa nella sua storia e nei suoi simboli, Venticinque anni di storia del Cristianesimo nascente e altri scritti.

Il 26 agosto 1910 esaminò inoltre i Saggi di filologia e storia del Nuovo Testamento di Ernesto Buonaiuti. Negli anni successivi fu nuovamente coinvolto nell'esame della produzione di Ernesto Buonaiuti: il 25 giugno 1917 presentò un voto sulla Storia del Cristianesimo, costituita dalle lezioni universitarie raccolte e compilate da Alessandro Gaddi.

Il 15 novembre 1919, poche settimane dopo la morte di Domenico Maria Pasqualigo, fu nominato commissario del Sant'Uffizio e il 19 novembre giurò come commissario.

Lottini svolse dunque un ruolo importante nel passaggio tra la stagione antimodernista di Pio X e la successiva gestione delle controversie dottrinali sotto Benedetto XV e Pio XI. La sua attività nella Congregazione si accompagnò sempre a quella di teologo tomista e autore di manuali destinati soprattutto alla formazione ecclesiastica.

Tra le sue opere si ricordano il Compendium Philosophiae Scholasticae ad mentem S. Thomae Aquinatis, pubblicato in due volumi nel 1900 e più volte ristampato; la Introductio ad Sacram Theologiam seu de veritate catholicae fidei (1902); le Institutiones theologiae dogmaticae specialis ex Summa theologica S. Thomae Aq. desumptae et hodiernis scholis accomodatae, in tre volumi (1903-1905); e la Divi Thomae Aquinatis Summa Theologica in breviorem formam redacta usui seminariorum aptata, pubblicata tra il 1925 e il 1928.

Nel 1898 aveva inoltre pubblicato sulla rivista "Il Rosario. Memorie Domenicane" lo studio Fu veramente scomunicato il Savonarola?, dedicato alla discussione storico-canonica della condanna di Girolamo Savonarola. In età avanzata curò anche una traduzione dell'Imitazione di Cristo, organizzata in letture per ciascun giorno dell'anno.

Morì a Roma il 5 gennaio 1951, dopo una lunghissima vita religiosa e dopo essere stato per molti anni una delle figure domenicane più strettamente legate al Sant'Uffizio.

Il profilo di Lottini è quello di un teologo neotomista pienamente inserito nell'apparato dottrinale romano e direttamente coinvolto nella repressione e nel controllo delle correnti moderniste. Fu un conservatore intransigente, soprattutto sotto il profilo teologico e dottrinale.

Bibliografia

  • Mario Castellano, P. Giovanni Lottini O.P., Commissario del S. Uffizio, in "Memorie Domenicane", 68, 1951, pp. 38-48.
  • L'Osservatore Romano, 11 febbraio 1951.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 893-895.
  • Innocenzo Taurisano, Hierarchia Ordinis Praedicatorum, Marietti, Torino 1916, p. 78.

Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

thumbnail?id=1_usu8DkYtjVJReospyXXSN9GsF3XV_bi&sz=w1000
The content of this website is licensed under Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0) License