Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Domenico Maria Pasqualigo (Venezia, 10 settembre 1850 - 27 ottobre 1919) è stato un domenicano, teologo, consultore, vice-commissario e infine commissario generale della Congregazione del Sant'Uffizio.
Apparteneva all'antica famiglia patrizia veneziana dei Pasqualigo, ma a un ramo ormai impoverito.
Nel 1874 vestì l'abito dell'Ordine dei Predicatori a Ferrara, appartenente alla provincia domenicana di Lombardia. Compiuti nella stessa città gli studi, tra gli altri sotto la guida di Tommaso Maria Granello, fu ordinato sacerdote nel 1878 e divenne lettore di teologia. Dal 1° novembre 1888 al 1897 fu priore del convento di San Domenico di Ferrara.
Il 15 gennaio 1897 fu nominato secondo socio del commissario generale del Sant'Uffizio. Il 6 maggio 1898, a causa della malattia del primo socio Giuseppe Agnesi, ottenne il diritto di partecipare alle riunioni dei consultori della Congregazione.
Il 17 novembre 1899 fu promosso primo socio del commissario generale e il 22 novembre giurò come consultore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Il 16 settembre 1905, a causa delle precarie condizioni di salute del commissario generale Tommaso Maria Granello, fu nominato vice-commissario del Sant'Uffizio. In tale qualità figura ancora nell'elenco ufficiale della Curia romana pubblicato nel 1909 dagli Acta Apostolicae Sedis.
Pasqualigo operò quindi negli anni cruciali della crisi modernista e partecipò direttamente all'attività inquisitoriale della Congregazione. Ernesto Buonaiuti ricordò nella propria autobiografia di essere stato convocato e interrogato da Pasqualigo nel 1909 in relazione a una lettera inviata ad Antonino De Stefano a Ginevra e al progetto della Revue moderniste internationale. La testimonianza di Buonaiuti, fortemente segnata dalla successiva contrapposizione con le autorità ecclesiastiche, costituisce tuttavia una fonte autobiografica e va valutata come tale.
Il 24 marzo 1912 Pasqualigo fu nominato commissario generale del Sant'Uffizio e il 27 marzo giurò come commissario, succedendo a Granello. Fu inoltre consultore della Congregazione Concistoriale. La cronotassi pubblicata da Innocenzo Taurisano nel 1916 lo registra come Dominicus Maria Pasqualigo, Venetianus.
Come commissario generale continuò ad avere un ruolo significativo nelle controversie dottrinali degli ultimi anni del pontificato di Pio X e durante quello di Benedetto XV. Nel 1915 partecipò all'esame degli scritti del barnabita Giovanni Semeria, in una fase nella quale il Sant'Uffizio discusse nuovamente le opere del religioso e in particolare Scienza e fede.
La documentazione relativa al barnabita Alessandro Ghignoni attesta inoltre nel 1917 rapporti diretti tra Pasqualigo e il superiore generale dei Barnabiti Pietro Vigorelli, nel quadro delle valutazioni del Sant'Uffizio sulla posizione del religioso.
Nella sua qualità di commissario generale sottoscrisse i decreti della Suprema Congregazione e partecipò alle udienze pontificie nelle quali le decisioni dei cardinali inquisitori venivano sottoposte all'approvazione del pontefice. Gli Acta Apostolicae Sedis lo documentano ancora nel 1917 con la qualifica ufficiale di Commissarius Generalis S. Officii.
Mantenne l'incarico fino alla morte, avvenuta il 27 ottobre 1919. Gli succedette come commissario generale Giovanni Lottini.
La figura di Pasqualigo è legata soprattutto alla storia del Sant'Uffizio negli anni della repressione del modernismo e della successiva gestione delle sue conseguenze sotto Benedetto XV ed emerge dalle fonti come funzionario di primo piano dell'apparato inquisitoriale romano tra la fine del pontificato di Leone XIII e il primo dopoguerra.
Bibliografia
- Acta Apostolicae Sedis, 1 (1909), pp. 108-109; 9 (1917), p. 179.
- Ernesto Buonaiuti, Pellegrino di Roma. La generazione dell'esodo, Darsena, Roma 1945.
- Andrea Del Col, Commissario del Sant'Uffizio, Italia, in DSI, vol. 1, pp. 351-352.
- Sergio M. Pagano, Inediti su celebri «modernisti» barnabiti dalla Segretariola di Pio X e da altre fonti vaticane, in "Barnabiti Studi", 22, 2005, pp. 7-94.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, p. 1131.
- Innocenzo Taurisano, Series chronologica Commissariorum S. Romanae Inquisitionis ab anno 1542 ad annum 1916, in "Analecta Sacri Ordinis Fratrum Praedicatorum", 24 (1916), pp. 495-506.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]