Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giacomo Giustiniani (Roma, 29 dicembre 1769 - Roma, 24 febbraio 1843) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di Curia, membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prefetto della Congregazione dell'Indice.
Appartenente al ramo romano della famiglia principesca dei Giustiniani, studiò al Collegio di Propaganda Fide e alla Sapienza, dove conseguì il dottorato in utroque iure nel 1792. Intrapresa la carriera curiale, fu vicelegato in Romagna e governatore di Perugia.
Dopo la caduta della Repubblica romana partecipò alla restaurazione pontificia del 1799. Negli anni napoleonici rimase invece sostanzialmente appartato e per un periodo abbandonò lo stato clericale. Rientrato nella prelatura nel 1814, fu inviato a Bologna per ristabilirvi l'amministrazione pontificia. In tale contesto adottò una linea rigorosa nell'epurazione dell'Università degli elementi compromessi con il precedente regime napoleonico, suscitando anche le riserve di Ercole Consalvi.
Nel 1816 fu nominato nunzio apostolico in Spagna, dove si oppose alle politiche liberali e seguì le complesse questioni relative ai rapporti tra la Santa Sede e le nuove repubbliche ispanoamericane. Nel 1826 fu nominato vescovo di Imola e il 2 ottobre dello stesso anno cardinale.
Nel conclave del 1830-31 fu uno dei candidati sostenuti dall'area degli zelanti. La sua candidatura fu però bloccata dall'esclusiva presentata dalla Spagna, che gli rimproverava la politica seguita durante la nunziatura in relazione alle diocesi dell'America Latina.
Il 18 febbraio 1831 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 23 febbraio giurò come cardinale inquisitore. Nello stesso periodo entrò nella Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
Il 23 novembre 1834 fu nominato prefetto della Congregazione dell'Indice. Nel 1837 divenne arciprete della basilica di San Pietro e prefetto della Fabbrica di San Pietro; nel 1839 passò alla sede suburbicaria di Albano.
Morì a Roma il 24 febbraio 1843.
Bibliografia
- Simone Bonechi, Giustiniani, Giacomo, in DBI, vol. 57 (2001).
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 393-395.
- MORONI, vol. XXXI (1845), pp. 222-226.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 701-704.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]