Ulianich, Boris

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Boris Ulianich (Bogliuno, 12 febbraio 1925 – Napoli, 31 marzo 2023) è stato uno storico italiano, studioso del cristianesimo, della Riforma protestante e del pensiero religioso di Paolo Sarpi. Le sue ricerche hanno approfondito i rapporti tra rinnovamento religioso, controversie dottrinali e istituzioni ecclesiastiche nell’Europa moderna, con particolare attenzione al confronto tra cattolicesimo e mondo riformato.

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Cenni biografici

Originario dell’Istria, si laureò in Filosofia a Roma e proseguì la propria formazione presso l’Istituto di storia europea di Magonza. Tra i suoi maestri figurano Carlo Antoni, Delio Cantimori, Federico Chabod e Joseph Lortz. Collaborò con Giuseppe Alberigo, Paolo Brezzi e Paolo Prodi, partecipando al rinnovamento degli studi storico-religiosi italiani del secondo dopoguerra e al loro confronto con la ricerca internazionale.

Nel 1967 succedette a Brezzi nell’insegnamento di Storia del cristianesimo all’Università di Napoli, sulla cattedra già appartenuta ad Adolfo Omodeo. Fondò con Vincenzo Cilento l’Istituto di studi storico-religiosi, che diresse dal 1973 fino alla riorganizzazione dipartimentale. Divenne successivamente professore emerito. L’attività universitaria si accompagnò alla promozione di incontri scientifici e iniziative editoriali, attraverso i quali favorì il dialogo tra studiosi di diversa formazione.

Alla ricerca e all’insegnamento affiancò l’impegno politico, ricoprendo la carica di senatore per tre legislature, dal 1979 al 1992, nel gruppo della Sinistra indipendente. Intervenne nel dibattito pubblico sui rapporti tra Stato e Chiesa e sul ruolo dell’istruzione.

Studi e orientamenti di ricerca

Al centro delle sue ricerche furono la Riforma luterana, le sue ripercussioni nel cattolicesimo italiano e la storia delle interpretazioni del cristianesimo. Di formazione cattolica, sostenne l’autonomia dell’indagine storica dalle appartenenze confessionali. L’interesse per le controversie dell’età moderna si intrecciò con l’attenzione alle successive riletture storiografiche e teologiche, interrogando la persistenza delle questioni sollevate dalla Riforma nella cultura religiosa contemporanea.

Curò edizioni italiane di opere di Joseph Lortz e Oscar Cullmann, contribuendo alla circolazione della storiografia religiosa e della teologia di lingua tedesca. Parte dei suoi saggi confluì in Riforma e riforme. Momenti di storia e storiografia, pubblicato nel 1995.

Un posto di particolare rilievo occupano gli studi su Paolo Sarpi. Nel 1961 pubblicò l’edizione critica delle Lettere ai Gallicani, corredata da un saggio introduttivo e da note. Il carteggio documenta i rapporti del servita con gli ambienti francesi contrari alle pretese della curia romana e costituisce una fonte essenziale per ricostruirne le riflessioni sulla Chiesa, sull’autorità pontificia e sui rapporti tra religione e potere politico. Attraverso questi scambi emergono anche il confronto sulla storia del cristianesimo antico e la ricerca di argomenti con cui contestare l’accentramento romano.

L’attenzione di Ulianich si rivolse soprattutto alla dimensione religiosa del pensiero sarpiano. I lavori sulla lettera a Daniel Heinsius e sull’ecclesiologia del servita affrontarono questioni centrali del dibattito sulla sua collocazione confessionale, sui contatti con il mondo riformato e sulle aspirazioni a un rinnovamento del cristianesimo. Le sue ricerche contribuirono così a collocare Sarpi nel quadro delle controversie religiose europee, approfondendo il rapporto tra la difesa delle prerogative veneziane e la critica degli sviluppi storici dell’istituzione ecclesiastica.

A questo percorso si collegò il confronto con la storiografia sul concilio di Trento, testimoniato dal saggio dedicato alla presenza di Sarpi nell’opera di Hubert Jedin. L’analisi delle fonti e quella delle interpretazioni successive costituirono pertanto due aspetti strettamente connessi del suo lavoro: lo studio delle fratture religiose dell’età moderna si accompagnava alla riflessione sui presupposti e sulle categorie impiegate dagli storici per comprenderle.

Opere principali

  • Sarpiana. La lettera del Sarpi allo Heinsius, in «Rivista storica italiana», LXVIII, 1956, pp. 425-446.
  • Considerazioni e documenti per una ecclesiologia di Paolo Sarpi, in Erwin Iserloh, Peter Manns (a cura di), Festgabe Joseph Lortz, II, Glaube und Geschichte, Bruno Grimm, Baden-Baden 1958, pp. 363-444.
  • Paolo Sarpi, Lettere ai Gallicani, edizione critica, saggio introduttivo e note a cura di Boris Ulianich, Franz Steiner Verlag, Wiesbaden 1961.
  • Paolo Sarpi nell’opera di Hubert Jedin, in «Annali dell’Istituto storico italo-germanico in Trento», 6, 1980, pp. 131-148.
  • Riforma e riforme. Momenti di storia e storiografia, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995.
  • La croce. Iconografia e interpretazione (secoli I-inizio XVI). Atti del convegno internazionale di studi (Napoli, 6-11 dicembre 1999), a cura di Boris Ulianich, con la collaborazione di Ulderico Parente, 3 voll., Elio de Rosa, Napoli 2007.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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