Omodeo, Adolfo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Adolfo Omodeo (Palermo, 18 agosto 1889 – Napoli, 28 aprile 1946) è stato uno storico e uomo politico italiano, tra i maggiori esponenti della storiografia idealistica del Novecento. Studioso delle origini cristiane e del Risorgimento, ma anche della Riforma protestante e del cattolicesimo contemporaneo, dedicò particolare attenzione al rapporto tra esperienza religiosa, formazione delle istituzioni ecclesiastiche e sviluppo della libertà moderna.

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Cenni biografici

Dopo una breve esperienza alla Scuola Normale Superiore di Pisa, proseguì gli studi all’Università di Palermo, dove fu allievo di Giovanni Gentile. Si laureò nel 1912 con una tesi su Gesù e le origini del cristianesimo, pubblicata l’anno successivo dopo un’ampia rielaborazione. Nel 1914 sposò Eva Zona, conosciuta durante gli studi universitari. Interventista, partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale di artiglieria.

Dopo avere insegnato nelle scuole, nel 1923 fu chiamato all’Università di Napoli sulla cattedra di Storia della Chiesa, poi di Storia del cristianesimo. Il progressivo dissenso politico e intellettuale nei confronti di Gentile condusse alla rottura con il maestro e all’avvicinamento a Benedetto Croce, del quale divenne uno dei più assidui collaboratori nella rivista «La Critica». Il sodalizio non cancellò le differenze tra i due studiosi, destinate a riemergere sul terreno politico dopo la caduta del fascismo.

Nel 1943 fu nominato rettore dell’Università di Napoli e aderì al Partito d’Azione. Ministro della Pubblica istruzione nel secondo governo Badoglio, dall’aprile al giugno 1944, partecipò successivamente alla Consulta nazionale. Nel 1945 fondò la rivista «L’Acropoli». Morì a Napoli il 28 aprile 1946.

Studi sul cristianesimo e sulla storia religiosa

La storia del cristianesimo costituì il primo e durevole nucleo delle sue ricerche. Alla monografia su Gesù seguirono i Prolegomeni alla storia dell’età apostolica e Paolo di Tarso apostolo delle genti, confluiti nella Storia delle origini cristiane. Attraverso l’esame dei testi neotestamentari, Omodeo affrontò il passaggio dalla predicazione di Gesù alla formazione delle prime comunità e all’elaborazione della loro coscienza religiosa.

La sua interpretazione, inizialmente segnata dall’attualismo gentiliano, si sviluppò nel confronto con la critica biblica europea. I documenti evangelici erano studiati come testimonianze storicamente determinate, nelle quali la memoria di Gesù risultava inseparabile dalle convinzioni e dalle esigenze delle comunità che l’avevano trasmessa. L’attenzione alla forza creatrice dell’esperienza religiosa si accompagnava così all’indagine sulle trasformazioni delle credenze e delle forme di vita collettiva.

In La mistica giovannea, pubblicata nel 1930, esaminò il quarto Vangelo e le lettere di Giovanni, con una nuova traduzione dei testi. Cercò di integrare l’analisi teologica, la storia delle religioni e lo studio della struttura letteraria, mettendo in relazione il linguaggio giovanneo con la formazione della coscienza ecclesiastica e con la successiva storia del dogma. Il rapporto tra cristianesimo e gnosi costituì uno dei problemi centrali di questa ricerca.

Omodeo mantenne un confronto intenso, ma critico, con il modernismo. All’interesse per Alfred Loisy, al quale dedicò una monografia nel 1936, si accompagnò la polemica con Ernesto Buonaiuti. Rivendicava l’autonomia dell’indagine storica rispetto ai progetti di rinnovamento interno della Chiesa: comprendere il cristianesimo significava ricostruirne gli sviluppi, senza assumere una particolare forma della sua esperienza come criterio normativo per giudicare tutte le altre. Nel 1924 la sua antologia L’esperienza etica dell’Evangelio fu posta all’Indice.

Riforma, cattolicesimo e libertà moderna

L’interesse per la storia religiosa si estese alla Riforma protestante e al cattolicesimo dell’età contemporanea. Nel saggio Giovanni Calvino e la riforma in Ginevra interpretò il rinnovamento religioso cinquecentesco in rapporto alla formazione della coscienza individuale e della libertà moderna. Questa lettura inseriva la Riforma in un processo di trasformazione della civiltà europea, nel quale le convinzioni religiose potevano alimentare nuove responsabilità morali e nuove forme di azione.

Gli studi su Joseph de Maistre e sul cattolicesimo della Restaurazione affrontarono invece la risposta religiosa e politica alla Rivoluzione francese. Omodeo indagò il tentativo di ricostituire l’autorità monarchica ed ecclesiastica e i conflitti provocati dall’affermazione della società liberale. La storia delle idee religiose si intrecciava così con quella delle istituzioni, delle culture politiche e della secolarizzazione.

Anche le ricerche sul Risorgimento risentirono di questa impostazione. Nel confronto tra Mazzini e Cavour e nello studio delle loro differenti iniziative, Omodeo cercò di comprendere le energie morali e politiche che avevano reso possibile l’unificazione italiana, collocandola nella storia europea. L’interesse per le origini cristiane e quello per la libertà moderna furono pertanto componenti connesse di un percorso storiografico attento alla capacità delle convinzioni di suscitare azioni e trasformazioni collettive.

Opere principali

  • Gesù e le origini del cristianesimo, Principato, Messina 1913.
  • L’esperienza etica dell’Evangelio. Brani scelti dal Nuovo Testamento, introduzione, traduzione e note di Adolfo Omodeo, Laterza, Bari 1921.
  • Paolo di Tarso apostolo delle genti, Principato, Messina 1922.
  • La mistica giovannea. Saggio critico con nuova traduzione dei testi, Laterza, Bari 1930.
  • Momenti della vita di guerra. Dai diari e dalle lettere dei caduti 1915-1918, Laterza, Bari 1934.
  • Alfredo Loisy storico delle religioni, Laterza, Bari 1936.
  • Un reazionario. Il conte J. de Maistre, Laterza, Bari 1939.
  • Giovanni Calvino e la riforma in Ginevra, Libreria Scientifica Editrice, Napoli 1945.
  • Aspetti del cattolicismo della Restaurazione, Einaudi, Torino 1946.
  • Saggi sul cristianesimo antico, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1958.

Bibliografia su Adolfo Omodeo

  • Girolamo Imbruglia, Omodeo, Adolfo, in DBI, vol. 79 (2013).
  • Marcello Mustè, Adolfo Omodeo. Storiografia e pensiero politico, il Mulino, Bologna 1990.
  • Marcello Mustè, Metodo storico e senso della libertà. Adolfo Omodeo e i problemi della storiografia crociana, in «La Cultura», XXXI, 2, 1993, pp. 363-392.
  • Marcello Mustè, Adolfo Omodeo, in «Nuovo Giornale di Filosofia della Religione», n.s., 4, 2024, pp. 690-698.
  • Eva Omodeo Zona, Ricordi su Adolfo Omodeo, Bonanno, Catania 1968.
  • Fausto Parente, Omodeo storico del cristianesimo, in «La parola del passato», XXI, 1966, pp. 141-152.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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