Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Bernardino Scotti (Milano, 6 ottobre 1655 – Roma, 16 novembre 1726) è stato un cardinale, consultore della Congregazione dell’Indice e membro della Congregazione del Sant’Uffizio.
Cenni biografici
Nacque da Vincenzo Scotti, conte di Colturano dal 1671, e Teodora Cusani Borromeo, entrambi appartenenti alla nobiltà milanese. La famiglia paterna vantava una consolidata presenza nelle magistrature cittadine.
Entrato nel Collegio degli avvocati di Milano nel 1680, si trasferì a Roma, dove divenne avvocato concistoriale il 10 aprile 1682 e successivamente ponente della Consulta. Il 5 ottobre 1688 fu nominato relatore della Congregazione dell’Indice; il 18 novembre 1689 divenne referendario delle due Segnature e il 28 aprile 1690 consultore dell’Indice. Nello stesso anno assunse l’incarico di uditore del cardinale Pietro Ottoboni, prestando giuramento il 16 agosto.
Nel 1693 risulta segretario della Congregazione delle Acque e votante della Segnatura. Il 29 marzo 1694 divenne uditore della Rota romana, incarico che mantenne sino al 1715. La sua nomina, per la nazione tedesca, avvenne su richiesta dell’imperatore Leopoldo I. Fu inoltre prelato della Congregazione dell’Immunità ecclesiastica dal 23 maggio 1694 e consultore della Congregazione dei Riti.
Nel 1702 accompagnò come datario il cardinale Carlo Barberini nella legazione presso Filippo V di Spagna a Napoli. Nel dicembre 1711 svolse la medesima funzione al seguito del cardinale Giuseppe Renato Imperiali, legato presso il nuovo imperatore Carlo VI a Milano. Il 13 dicembre 1711 fu nominato governatore di Roma, carica che conservò sino al giugno 1717. Nel 1712 si occupò dell’organizzazione dell’esilio romano di circa 1.500 ecclesiastici siciliani.
Creato cardinale in pectore da Clemente XI il 29 maggio 1715, fu pubblicato il 16 dicembre successivo e ricevette il titolo di San Pietro in Montorio il 5 febbraio 1716. Entrò anche nella Congregazione dell’Immunità ecclesiastica. Il 21 giugno 1717 divenne pro-prefetto della Segnatura di Giustizia, della quale assunse la prefettura il 26 novembre 1718.
Il 19 novembre 1725 fu nominato cardinale inquisitore, prestando giuramento come membro della Congregazione del Sant’Uffizio il 21 novembre. Morì a Roma il 16 novembre 1726.
Bibliografia
- Lorenzo Cardella, Memorie storiche de’ cardinali della Santa Romana Chiesa, vol. VIII, nella stamperia Pagliarini, Roma 1794, pp. 160-162.
- MORONI, vol. LXII, pp. 235-236.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2010, pp. 1149-1150.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]