Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Ottoboni (Venezia, luglio 1667 - Roma, 29 febbraio 1740) è stato un cardinale, membro e segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.
Pronipote di papa Alessandro VIII (1689-91), si trasferì a Roma nel 1681 sotto la protezione del prozio, studiando diritto e coltivando interessi letterari e musicali. Dopo l'elezione al pontificato, Alessandro VIII lo nominò cardinale diacono il 7 novembre 1689 e gli conferì la vicecancelleria della Chiesa, che gli consentì di stabilirsi nel palazzo della Cancelleria. Fu legato apostolico ad Avignone dal 1690 al 1693.
Anche dopo la morte del pontefice conservò una posizione di rilievo nella Curia romana. Nel 1702 Clemente XI lo nominò arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore. Nel 1709 accettò l'incarico di protettore degli affari della Corona di Francia, suscitando la reazione della Repubblica di Venezia, che vietava ai propri patrizi di assumere simili incarichi al servizio di sovrani stranieri. Gli Ottoboni furono esclusi dal patriziato e subirono la confisca dei beni; il dissidio fu ricomposto nel 1720.
Pur essendo cardinale dal 1689, ricevette l'ordinazione sacerdotale soltanto nel luglio 1724, a cinquantasette anni, da Benedetto XIII. Nel 1725 divenne vescovo di Sabina e nel 1726 assunse la carica di cardinale segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, della quale era già membro, mantenendola fino alla morte. Passò successivamente alle sedi suburbicarie di Frascati nel 1730, Porto e Santa Rufina nel 1734, Ostia e Velletri nel 1738.
Alla carriera ecclesiastica affiancò un'intensa attività di mecenate e collezionista. Membro dell'Arcadia, fece della Cancelleria un centro della vita culturale romana, ospitandovi concerti, rappresentazioni teatrali e incontri accademici. Protesse Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti, scrisse testi per il teatro musicale e raccolse dipinti, libri e manoscritti. Le ingenti spese sostenute contribuirono tuttavia ad aggravare i suoi debiti.
Bibliografia
- Flavia Matitti, Ottoboni, Pietro, in DBI, vol. 79 (2013) (e bibliografia ivi).
- Herman H. Schwedt, Die Römische Inquisition. Kardinäle und konsultoren 1601 bis 1700, Herder, Freiburg 2017, p. 445.
Links
- Scheda sul cardinale Pietro Ottoboni sul sito The Cardinals of the Holy Roman Church
- Scheda su Pietro Ottoboni sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]