Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Augustin Bea (Riedböhringen, 28 maggio 1881 - Roma, 16 novembre 1968) è stato un cardinale e gesuita tedesco, biblista; fu consultore e successivamente cardinale membro della Congregazione del Sant'Uffizio, nonché primo presidente del Segretariato per la promozione dell'unità dei cristiani.
Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1902 e ordinato sacerdote nel 1912, si specializzò negli studi biblici. Dal 1930 al 1949 fu rettore del Pontificio Istituto Biblico e divenne uno dei principali biblisti della Curia romana. Fu inoltre confessore personale di Pio XII dal 1945 fino alla morte del pontefice.
Nel 1949 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. La sua attività all'interno della Suprema è particolarmente significativa per comprendere l'evoluzione successiva del suo pensiero: pur provenendo da una formazione teologica ed esegetica sostanzialmente conservatrice e pienamente inserita nel sistema dottrinale del pontificato di Pio XII, negli anni Cinquanta Bea divenne progressivamente un interlocutore e un mediatore nei confronti degli ambienti cattolici impegnati nel movimento ecumenico, soprattutto in Germania.
Giovanni XXIII lo creò cardinale nel concistoro del 14 dicembre 1959. Il 5 giugno 1960 lo nominò presidente del nuovo Segretariato per la promozione dell'unità dei cristiani, organismo destinato ad assumere un ruolo fondamentale nella preparazione e nello svolgimento del Concilio Vaticano II.
Sotto la presidenza di Bea il Segretariato divenne uno dei principali centri propulsori del rinnovamento conciliare. Contribuì alla preparazione dei testi sull'ecumenismo, sulla libertà religiosa e sui rapporti con le religioni non cristiane e collaborò con la Commissione dottrinale all'elaborazione della costituzione sulla rivelazione divina. Bea ebbe in particolare un ruolo decisivo nella genesi di Unitatis redintegratio e di Nostra aetate e nel nuovo orientamento dei rapporti della Chiesa cattolica con l'ebraismo.
Il 1º ottobre 1963 Paolo VI lo nominò membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio, contemporaneamente al cardinale Ildebrando Antoniutti. La nomina rappresentò un passaggio significativo: Bea era già consultore della Suprema dal 1949, ma entrava ora a farne parte come cardinale proprio mentre, durante il Concilio, sosteneva posizioni spesso differenti da quelle della componente più conservatrice rappresentata da Alfredo Ottaviani.
Il suo percorso non può pertanto essere descritto semplicemente contrapponendo una fase «conservatrice» a una successiva fase «progressista». Gli studi più recenti hanno mostrato come l'apertura ecumenica di Bea sia maturata gradualmente proprio durante gli anni trascorsi come consultore del Sant'Uffizio. Negli anni Cinquanta agì talvolta come intermediario tra la Suprema e gli ambienti ecumenici cattolici, acquisendo conoscenze e relazioni che sarebbero risultate decisive dopo il 1960.
Nel Concilio Vaticano II Bea fu uno dei principali esponenti dell'orientamento riformatore e sostenne il dialogo ecumenico, il rinnovamento dell'esegesi biblica, una nuova impostazione dei rapporti con l'ebraismo e il riconoscimento della libertà religiosa. Su tali questioni entrò frequentemente in confronto con la componente più tradizionale della Curia e della Commissione dottrinale.
Rimase membro della Congregazione del Sant'Uffizio fino alla riforma del 7 dicembre 1965. Paolo VI confermò successivamente il Segretariato per la promozione dell'unità dei cristiani come organismo permanente della Santa Sede e Bea ne rimase presidente fino alla morte.
Bibliografia
- AAS, 55 (1963), p. 965.
- Saretta Marotta, Ökumene von unten. Augustin Bea di fronte alle attività del movimento tedesco Una Sancta, in "Cristianesimo nella Storia", 37, 2016, pp. 541-611.
- Saretta Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l'ecumenismo e il Sant'Uffizio di Pio XII, il Mulino, Bologna 2020.
- Stjepan Schmidt, Augustin Bea: The Cardinal of Unity, New City Press, New Rochelle (NY) 1992.
- Jerome-Michael Vereb, “Because He Was a German!” Cardinal Bea and the Origins of Roman Catholic Engagement in the Ecumenical Movement, Eerdmans, Grand Rapids (MI) 2006.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]