Antoniutti, Ildebrando

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ildebrando Antoniutti (Nimis, 3 agosto 1898 - Bologna, 1 agosto 1974) è stato un cardinale e diplomatico pontificio; fu prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Ordinato sacerdote il 5 dicembre 1920, dopo alcuni anni di attività a Udine entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede. Fu segretario della delegazione apostolica in Cina, quindi delegato apostolico in Albania. Nel 1937 Pio XI lo inviò nella Spagna della guerra civile come rappresentante pontificio presso il governo nazionalista. Dal 1938 al 1953 fu delegato apostolico in Canada e dal 1953 al 1962 nunzio apostolico in Spagna.

Giovanni XXIII lo creò cardinale nel concistoro del 19 marzo 1962, assegnandogli il titolo di San Sebastiano alle Catacombe.

Durante il Concilio Vaticano II Antoniutti si collocò prevalentemente nell'area conservatrice. Nel novembre 1962 fu tra i firmatari di una lettera al pontefice che chiedeva al Concilio una più esplicita affermazione di principi dottrinali contro gli errori contemporanei; nel 1964 sottoscrisse inoltre una nota riservata a Paolo VI contenente osservazioni critiche allo schema De Ecclesia. La storiografia ha collegato anche la sua candidatura nel conclave del 1963 agli ambienti del cosiddetto «partito romano».

Dopo l'elezione di Paolo VI, il 26 luglio 1963 fu nominato prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi e nell'agosto successivo assunse la presidenza della Commissione conciliare De religiosis.

Il 1º ottobre 1963 Paolo VI lo nominò membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio, contemporaneamente al cardinale Augustin Bea. Rimase membro della Congregazione fino alla riforma del dicastero del 7 dicembre 1965.

La presenza contemporanea di Antoniutti e Bea nella Suprema mostra peraltro come, negli ultimi anni della sua esistenza, il collegio cardinalizio del Sant'Uffizio comprendesse personalità di orientamenti ecclesiali differenti. Antoniutti apparteneva alla componente più tradizionale e conservatrice della Curia, particolarmente attenta alla disciplina ecclesiastica e alla tutela dell'autorità gerarchica.

Come prefetto della Congregazione dei Religiosi seguì l'attuazione delle disposizioni conciliari sulla vita religiosa e mantenne l'incarico fino al 1973. Morì il 1º agosto 1974 in un incidente stradale nei pressi di Bologna.

Bibliografia

  • AAS, 55 (1963), p. 965.
  • Carlo Pioppi, Alcuni incontri di san Josemaría Escrivá con personalità ecclesiastiche durante gli anni del Concilio Vaticano II, in "Studia et Documenta", 5 (2011), pp. 165-228.
  • Sandro Piussi, Antoniutti, Ildebrando, in Nuovo Liruti.
  • Andrea Riccardi, Il «partito romano». Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI, Morcelliana, Brescia 2007.
  • Andrea Riccardi, Il «partito romano», in Cristiani d'Italia, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2011, edizione online.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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