Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Saverio De Luca, al secolo Antonino De Luca (Bronte, 28 ottobre 1805 – Roma, 28 dicembre 1883), è stato un cardinale, prefetto della Congregazione dell'Indice e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio di Vincenzo e Francesca Saitta, studiò nel Collegio Capizzi di Bronte e nel seminario di Monreale, mostrando interesse per le lingue e le scienze. Trasferitosi a Roma nel 1829, si dedicò agli studi e alla pubblicistica religiosa. Tra il 1833 e il 1836 fu segretario del cardinale inglese Thomas Weld.
Nel 1835 fondò gli Annali delle scienze religiose, che diresse fino al 1845. La rivista perseguiva un aggiornamento della cultura cattolica attraverso il confronto con la produzione europea, mantenendo una finalità apologetica. A questi interessi si collegavano le sue traduzioni dall'inglese, tra le quali le Quattro lettere a Ricciardo Bentley di Isaac Newton, pubblicate nel 1834. Nel 1843 pubblicò inoltre la dissertazione Il cattolicesimo e i sistemi socialisti considerati nei loro rapporti con la condizione economica dei popoli.
Il 28 novembre 1836 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice e il 3 aprile 1838 consultore di Propaganda Fide. Insegnò fisica sacra alla Sapienza e fu ordinato sacerdote il 10 febbraio 1839. Tra le opere sottoposte al suo esame per l'Indice figuravano le Mémoires de Luther curate da Jules Michelet, due romanzi di George Sand e scritti di Charles de Coux e Charles-Auguste Mallet.
Nominato vescovo di Aversa il 24 novembre 1845, vi promosse iniziative per la formazione del clero. Il 22 dicembre 1853 divenne arcivescovo titolare di Tarso e fu destinato alla nunziatura di Monaco di Baviera; il 9 settembre 1856 passò a quella di Vienna. La sua missione austriaca coincise con la crisi degli equilibri politici italiani ed europei e con le crescenti difficoltà del potere temporale pontificio. Il carteggio con il segretario di Stato Giacomo Antonelli documenta la sua attività diplomatica in questa fase.
Pio IX lo creò cardinale il 16 marzo 1863. Il 1° ottobre dello stesso anno fu nominato membro della Congregazione dell'Indice, della quale divenne prefetto il 28 dicembre 1864. Il 22 gennaio 1869 entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio e il 17 febbraio prestò giuramento come cardinale inquisitore.
Fu uno dei presidenti del Concilio Vaticano I. Pur restando fedele alla Santa Sede, si mostrò sensibile alle ragioni della minoranza contraria alla definizione dell'infallibilità pontificia. La reputazione di moderato che lo accompagnava non implicava tuttavia un'adesione coerente al liberalismo politico: nel 1878 propose inizialmente che il conclave si tenesse fuori d'Italia, manifestando sfiducia verso le garanzie offerte dallo Stato italiano.
Partecipò al conclave che elesse Leone XIII. Il nuovo pontefice lo nominò vicecancelliere di Santa Romana Chiesa e vescovo suburbicario di Palestrina il 15 luglio 1878; il 13 agosto successivo gli affidò la prefettura della Congregazione degli Studi. Nel 1880 fu incluso nella commissione cardinalizia incaricata di sovrintendere all'edizione delle opere di Tommaso d'Aquino.
Morì a Roma il 28 dicembre 1883.
Bibliografia
- Carla Meneguzzi Rostagni (a cura di), Il carteggio Antonelli-De Luca, 1859-1861, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Roma 1983.
- Giuseppe Monsagrati, De Luca, Antonino, in DBI, vol. 38 (1990), pp. 325-330.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 421-425.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]