Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giacomo Antonelli (Sonnino, 2 aprile 1806 - Roma, 6 novembre 1876) è stato un cardinale diacono e uomo di governo pontificio, segretario di Stato di Pio IX e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Proveniente da una famiglia di modeste origini divenuta nel corso di una generazione assai facoltosa, studiò al Collegio Romano e quindi diritto alla Sapienza, dove conseguì nel 1827 il dottorato in utroque iure.
Entrato nella prelatura romana, fu referendario delle Segnature e ponente della Congregazione del Buon Governo. Dal 1835 svolse incarichi amministrativi come delegato apostolico a Orvieto, Viterbo e Macerata.
Nel 1841 divenne sostituto per gli Affari interni della Segreteria di Stato e nel 1845 tesoriere generale della Camera Apostolica. In quest'ultima funzione acquistò notevole influenza nella gestione finanziaria dello Stato pontificio.
Pio IX lo creò cardinale l'11 giugno 1847. Nel novembre dello stesso anno fu nominato presidente della Consulta di Stato.
Nel marzo 1848 divenne presidente del Consiglio dei ministri e pro-segretario di Stato. Partecipò alla prima fase costituzionale del pontificato e contribuì alla preparazione dello Statuto fondamentale.
Incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio, il 29 marzo 1848 giurò come cardinale inquisitore.
Gli avvenimenti rivoluzionari del 1848 determinarono una netta svolta nella sua politica. Dopo l'assassinio di Pellegrino Rossi contribuì alla preparazione della fuga di Pio IX a Gaeta e divenne il principale responsabile del governo pontificio in esilio. Sostenne l'intervento delle potenze cattoliche per restaurare il potere temporale e si oppose al ripristino delle libertà costituzionali del 1848, pur ammettendo la necessità di riforme amministrative e giudiziarie.
Dal 1852 fu formalmente segretario di Stato, incarico che mantenne fino alla morte. Per oltre vent'anni fu il principale collaboratore politico e diplomatico di Pio IX, impegnandosi nella difesa del potere temporale e dell'autonomia internazionale della Santa Sede durante il processo di unificazione italiana.
Dopo la presa di Roma del 1870 continuò a dirigere la politica diplomatica della Santa Sede. Morì a Roma il 6 novembre 1876.
Il profilo di Antonelli presenta una significativa evoluzione. Nel 1847-48 sostenne alcune caute aperture del primo Pio IX, ma dopo la rivoluzione romana divenne uno dei principali artefici della restaurazione pontificia e della difesa del potere temporale. Il suo orientamento maturo può pertanto essere ricondotto all'area più conservatrice e intransigente della Chiesa del suo tempo, soprattutto sul piano politico-curiale.
Bibliografia
- Roger Aubert, Antonelli, Giacomo, in DBI, vol. 3 (1961).
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 496-498.
- Frank J. Coppa, Cardinal Giacomo Antonelli and Papal Politics in European Affairs, State University of New York Press, Albany 1990.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 56-57.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]