Di Pietro, Angelo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Angelo Di Pietro (Vivaro Romano, 22 maggio 1828 – Roma, 5 dicembre 1914) è stato un diplomatico pontificio; fu membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prefetto della Congregazione del Concilio e della Congregazione dei Vescovi e Regolari, quindi prodatario e datario apostolico.

Figlio di Camillo Di Pietro e di Maria Trojani, appartenenti a una famiglia borghese benestante, studiò nel seminario di Tivoli e fu ordinato sacerdote il 20 dicembre 1851. Proseguì la formazione giuridica alla Sapienza, conseguendo il dottorato in utroque iure il 3 marzo 1858. Fu segretario del vescovo di Tivoli e, dal 1860, provicario generale della diocesi.

Il 25 giugno 1866 fu nominato vescovo titolare di Nissa, esercitando le funzioni di ausiliare e vicario generale nella sede suburbicaria di Ostia e Velletri. Promosso arcivescovo titolare di Nazianzo il 28 dicembre 1877, il 31 dicembre successivo fu designato delegato apostolico per Argentina, Paraguay e Uruguay.

La successiva carriera diplomatica lo condusse in Brasile, dove divenne internunzio il 30 settembre 1879, quindi in Baviera, come nunzio dal 19 marzo 1882. Il 23 maggio 1887 fu trasferito alla nunziatura di Madrid, succedendo a Mariano Rampolla del Tindaro.

Leone XIII lo creò cardinale il 16 gennaio 1893. Rientrato a Roma, il 20 giugno dello stesso anno fu nominato prefetto della Congregazione del Concilio. Il 24 gennaio 1896 entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 29 gennaio successivo.

Il 29 luglio 1902 fu nominato della Congregazione dei Vescovi e Regolari, incarico che lasciò il 27 novembre dello stesso anno per assumere la carica di prodatario, succedendo a Gaetano Aloisi Masella. Dal 1908, nel quadro della riforma della Curia promossa da Pio X, portò il titolo di datario apostolico.

Partecipò ai conclavi del 1903 e del 1914, dai quali uscirono eletti rispettivamente Pio X e Benedetto XV. La sua attività si sviluppò prevalentemente nel servizio diplomatico e nel governo dei dicasteri romani, sostenuta da una formazione giuridica e da una lunga esperienza amministrativa.

Morì a Roma il 5 dicembre 1914 e fu sepolto nel cimitero del Verano.

Bibliografia

  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 487-489.
  • Christoph Weber, Quellen und Studien zur Kurie und zur vatikanischen Politik unter Leo XIII. Mit Berücksichtigung der Beziehungen des Hl. Stuhles zu den Dreibundmächten, Max Niemeyer, Tübingen 1973, pp. 491-492.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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