Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Andrés Pacheco (La Puebla de Montalbán, 5 aprile 1550 – Madrid, 7 aprile 1626) è stato un vescovo e inquisitore spagnolo, inquisitore generale di Spagna dal 1622 al 1626.
Di famiglia aristocratica, studiò all’Università di Alcalá de Henares, conseguendo il dottorato in teologia. Fu maestro dell’arciduca Alberto d’Austria e ricoprì dignità ecclesiastiche ad Alcalá e Toledo. Nominato vescovo di Segovia nel 1587, nel 1601 fu trasferito alla sede di Cuenca.
Nel 1622 succedette a Luis de Aliaga alla guida dell’Inquisizione spagnola, nel quadro del rinnovamento politico seguito all’ascesa al trono di Filippo IV. La sua nomina fu sostenuta dal conte-duca di Olivares, interessato a rafforzare il controllo della monarchia sul Sant’Uffizio. Pacheco promosse un ricambio dei consiglieri della Suprema e dei responsabili dei tribunali periferici, favorendo anche la carriera del nipote Pedro Pacheco Girón.
Durante il suo mandato sostenne gli interventi diretti ad attenuare il rigore delle prove di limpieza de sangre, che condizionavano l’accesso a numerosi incarichi sulla base dell’ascendenza familiare. Appoggiò l’applicazione nell’Inquisizione della pragmatica regia del 1623, incontrando resistenze all’interno dell’apparato inquisitoriale.
Nel 1625 fu nominato patriarca titolare delle Indie Occidentali. Rimase inquisitore generale fino alla morte; dopo un periodo di vacanza, nel 1627 gli succedette Antonio Zapata y Cisneros.
Bibliografia
- Teresa Sánchez Rivilla, Isabel Mendoza García, Pacheco, Andrés, in Diccionario Biográfico Español, Real Academia de la Historia, edizione online.
- Bernardo José López Belinchón, Olivares, conte-duca di (Gaspar de Guzmán), in DSI, vol. II, 2010, pp. 1131-1135, in part. p. 1132.
- Henry Kamen, Una crisis de conciencia en la edad de oro en España: La Inquisición contra “Limpieza de Sangre”, in «Bulletin Hispanique», 88/3-4, 1986, pp. 321-356.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]