Cicognani, Amleto Giovanni

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Amleto Giovanni Cicognani (Brisighella, 24 febbraio 1883 - Città del Vaticano, 17 dicembre 1973) è stato un cardinale, diplomatico, segretario di stato vaticano; fu anche membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Ordinato sacerdote il 23 settembre 1905, completò a Roma la formazione presso Sant'Apollinare, conseguendo i titoli in filosofia, teologia e diritto canonico. Dopo aver prestato servizio nelle Congregazioni dei Sacramenti e Concistoriale, insegnò diritto canonico a Sant'Apollinare e partecipò ai lavori per la codificazione del diritto delle Chiese orientali.

Nel 1933 Pio XI lo nominò arcivescovo titolare di Laodicea di Frigia e delegato apostolico negli Stati Uniti, incarico che mantenne per venticinque anni. La lunga esperienza americana contribuì a conferirgli un profilo prevalentemente diplomatico e pastorale, caratterizzato da una notevole capacità di mediazione tra la Curia romana e l'episcopato statunitense.

Giovanni XXIII lo creò cardinale nel concistoro del 15 dicembre 1958, assegnandogli il titolo di San Clemente.

Il 19 giugno 1959 fu nominato membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. La nomina, effettuata con biglietto della Segreteria di Stato, è esplicitamente registrata negli Acta Apostolicae Sedis. Rimase membro della Congregazione del Sant'Uffizio fino alla riforma del dicastero del 7 dicembre 1965.

La sua appartenenza alla Suprema non sembra tuttavia averne definito principalmente il profilo curiale. Diversamente da Alfredo Ottaviani, Cicognani non fu uno dei principali rappresentanti della corrente dottrinale più intransigente. La sua formazione era tradizionale e canonistica, ma l'esperienza diplomatica e il lungo contatto con la Chiesa statunitense favorirono un atteggiamento maggiormente pragmatico e mediatorio.

Nel novembre 1959 fu nominato segretario della Congregazione per la Chiesa Orientale. Dopo la morte di Domenico Tardini, il 12 agosto 1961 Giovanni XXIII lo nominò segretario di Stato, incarico nel quale fu confermato da Paolo VI e che mantenne fino al 1969.

Durante il Concilio Vaticano II svolse un ruolo di primo piano. Fu presidente della Commissione preparatoria per le Chiese orientali e del Segretariato per le questioni straordinarie; dal 1962 presiedette inoltre la Commissione di coordinamento dei lavori conciliari. In tale posizione operò soprattutto come interprete e mediatore delle indicazioni di Giovanni XXIII e Paolo VI nei confronti delle diverse componenti dell'assemblea conciliare.

Il suo orientamento può dunque essere definito tradizionale sul piano dottrinale e istituzionale, ma non propriamente intransigente. La sua azione fu caratterizzata soprattutto dalla prudenza diplomatica, dalla ricerca della mediazione e dalla capacità di adattamento alle trasformazioni ecclesiali culminate nel Concilio Vaticano II.

Bibliografia

  • AAS, 51 (1959), p. 490.
  • Oscar Alberti, Amleto Giovanni Cicognani, in La Pontificia Università Lateranense. Profilo della sua storia, dei suoi maestri e dei suoi discepoli, Libreria Editrice della Pontificia Università Lateranense, Roma 1963, pp. 219-221.
  • David O'Grady, A. Cardinal Cicognani, University of Notre Dame Press, Notre Dame (Indiana) 1965.
  • Luciano Osbat, Cicognani, Amleto Giovanni, in DBI, vol. 25 (1981).

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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